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Coffee Break

Occhi puntati sul mercato del lavoro statunitense

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • L’inflazione è rimasta al centro dell’attenzione: i dati in aumento registrati in Francia, Spagna, Giappone e Australia hanno infatti rafforzato le aspettative di ulteriori inasprimenti da parte della BCE, della BOJ e della RBA, mentre il PCE core statunitense è rimasto ben al di sopra di quello che un tempo era il target del 2% fissato dalla Fed.
  • I dati sull'attività economica hanno continuato a mostrare resilienza, grazie ai risultati sorprendentemente positivi dei beni durevoli statunitensi e all'ulteriore miglioramento dell'indice IFO sul clima aziendale in Germania nel mese di agosto.
  • Sul fronte delle banche centrali, l’orientamento è rimasto restrittivo, con il simposio di Jackson Hole che ha mantenuto il dibattito della Fed al centro dell’attenzione, mentre la Banca di Corea ha effettuato un nuovo aumento dei tassi e i funzionari della BCE hanno sottolineato i persistenti rischi di inflazione.
  • Le turbolenze geopolitiche hanno continuato a influenzare i prezzi delle materie prime: le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno tenuto il Brent vicino agli 88 dollari al barile, il rame ha raggiunto livelli record e i metalli preziosi hanno registrato un’ulteriore ripresa.
  • Sul fronte degli utili, Nvidia ha registrato un altro trimestre positivo, superando le aspettative in termini di fatturato grazie all'eccezionale crescita del settore dei data center.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • Il mercato del lavoro statunitense sarà al centro dell’attenzione, con il rapporto sull’occupazione che dovrebbe permettere di verificare la capacità di coesistenza dei recenti segnali di resilienza dell’attività economica con un’inflazione ancora sostenuta.
  • L'attenzione degli investitori rimarrà inoltre concentrata sulla Fed, mentre i mercati continuano ad assimilare i messaggi provenienti da Jackson Hole e a valutare le implicazioni dei nuovi dati sulla politica monetaria.
  • In Europa, l’inflazione tornerà sotto i riflettori, con i dati preliminari dell’Eurostat sul CPI di agosto che forniranno un nuovo elemento chiave per la BCE a seguito degli aumenti registrati in Francia e in Spagna.
  • I PMI globali stabiliranno il tono della ripresa dopo la pausa estiva, fornendo il quadro più completo sull’andamento dell’attività nelle principali economie.
  • I rischi geopolitici restano saldamente al centro dell'attenzione, con lo Stretto di Hormuz, l'Iran e le rinnovate tensioni in Ucraina che continuano a influenzare il panorama energetico.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Posizionamento di leggero sovrappeso sulle azioni: Continuiamo a mantenere un orientamento positivo nei confronti dei titoli azionari mondiali.
  • Le condizioni macroeconomiche sono destinate a migliorare, ma restano fragili. Le condizioni macroeconomiche sono favorevoli negli Stati Uniti e, in caso di calo dei prezzi dell'energia, potrebbero migliorare ulteriormente nel resto del mondo. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che hanno svolto un ruolo di primo piano. Tuttavia, le continue tensioni in Iran rappresentano un rischio per il nostro scenario.
  • Una politica attiva del Tesoro statunitense. Al di là della reazione immediata dei mercati, questa mossa alimenta il malcontento nei confronti di un Tesoro sempre più interventista e, più in generale, del mix di politiche statunitensi.
  • Divergenza delle politiche monetarie a livello globale. La Fed mantiene i tassi invariati, mentre la BCE sta gestendo le stime di inflazione, lasciando intendere possibili futuri aumenti dei tassi. Infine, la Banca del Giappone continua a perseguire una politica restrittiva, pur adottando un approccio graduale.

Rischi

  • Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare.
  • Tensioni in corso in Iran. Una risoluzione è fondamentale affinché il nostro scenario di base possa reggere. Nel frattempo, la situazione in Iran resta molto fragile e volatile.
  • Il dilemma della Fed. Un'economia solida e un FOMC diviso potrebbero ritardare l’allentamento. Kevin Warsh dovrà creare un nuovo consenso politico.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una leggera sovraponderazione sulle azioni con una preferenza per i mercati emergenti e il Giappone, mentre manteniamo una posizione neutrale sugli Stati Uniti e sull’Europa.
  • Allocazione regionale:
    • Posizione neutrale sugli Stati Uniti. Questa posizione riflette il nostro orientamento neutrale nei confronti del settore tecnologico statunitense, poiché le esposizioni sensibili al comparto della tecnologia rappresentano circa la metà del peso complessivo dell'intero mercato statunitense.
    • Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una Banca del Giappone relativamente prudente creano un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Inoltre, i suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
    • Posizione neutrale sull'Europa. La regione potrebbe trarre vantaggio da un calo dei prezzi dell’energia qualora le tensioni in Medio Oriente dovessero attenuarsi, ma la composizione settoriale sembra meno esposta alle dinamiche dominanti del mercato. La spesa pubblica in Germania sta iniziando a entrare nel vivo.
    • Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo, seppur volatile. La valutazione appare interessante, con il P/E relativo a 12 mesi dell'indice MSCI Emerging Markets che presenta uno sconto significativo rispetto all'indice MSCI World.
  • Allocazione fattoriale e settoriale:
    • Privilegiamo tematiche che traggono vantaggio da cicli di investimento a lungo termine.
    • Continuiamo a guardare con ottimismo al settore sanitario e manteniamo l'esposizione alle mid-cap e ad alcuni titoli industriali di USA e UE, poiché risultano protetti dalle politiche di bilancio espansive e dalle misure di deregolamentazione previste.
  • Titoli di Stato:
    • Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha determinato una revisione dei prezzi dovuta all'inflazione. Di conseguenza, le aspettative relative alla BCE si sono consolidate in un aumento dei tassi. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.
  • Credito:
    • L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
    • Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
    • Manteniamo una visione positiva sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio da un'eventuale nuova debolezza del dollaro statunitense. Inoltre, l'attuale Yield-to-Maturity pari a circa il 7% rappresenta un carry interessante per questa posizione di diversificazione del reddito.
  • Investimenti alternativi:
    • Conserviamo un atteggiamento costruttivo sull'oro poiché il metallo prezioso ha registrato un forte rimbalzo dall'importante soglia di 4.000 dollari l'oncia dall'inizio del mese.
    • Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
  • Valute:
    • L'attuale regime di mercato favorisce le valute legate alle materie prime come i metalli preziosi e il petrolio. Pertanto, abbiamo posizioni lunghe su AUD e NOK.
    • Manteniamo una leggera sottoponderazione sul dollaro statunitense e una posizione lunga sullo yen.

 

Il nostro posizionamento

I dati statunitensi hanno mantenuto l'attenzione dei mercati concentrata sulla tensione tra un'attività economica resiliente e un'inflazione persistente, mentre Nvidia ha nuovamente superato le aspettative, confermando la forte domanda nel settore dell'IA ma anche un elevato livello di concentrazione del mercato. I rischi geopolitici restano costantemente all’ordine del giorno (Stretto di Hormuz, Iran e rinnovate tensioni in Ucraina), mentre le tensioni tariffarie tra Stati Uniti e Canada hanno mantenuto elevati i rischi commerciali. Dato che l’attività globale continua a mostrare resilienza, il nostro orientamento resta positivo, con una leggera sovraponderazione sulle azioni dei mercati emergenti e del Giappone. Nel complesso, il contesto macroeconomico rimane favorevole, consentendo ai leader del mercato di ampliare il proprio vantaggio. Nel reddito fisso, privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio rimangono limitati. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese come strumento di copertura, che resta storicamente estremamente sottovalutato rispetto all'USD, alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come AUD e NOK. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.

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