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Coffee Break

Un'estate calda

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • Negli Stati Uniti, l'inflazione PCE ha toccato a maggio i massimi degli ultimi tre anni, attestandosi al 4,1% su base annua, mentre il deficit commerciale dei beni è salito a quota 106 miliardi di dollari, il più alto da oltre un anno.
  • È stato siglato il protocollo d'intesa tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz, che prevede la ripresa del traffico marittimo, sebbene l'attacco a una nave da carico e la breve dichiarazione di chiusura da parte dell'Iran evidenziano la fragilità della situazione attuale.
  • Di conseguenza, il greggio Brent è sceso al minimo degli ultimi quattro mesi, attestandosi a circa 73 dollari al barile, l’oro è calato sotto i 4.000 dollari l’oncia per la prima volta da novembre, prima di recuperare parzialmente, mentre l’alluminio si è avviato verso una nuova forte perdita settimanale a seguito del ritorno dell’offerta dalle fonderie del Medio Oriente.
  • In questo contesto, le aspettative di un aumento dei tassi da parte della BCE per il 2026 sono ulteriormente calate, l’indice PMI composito dell’eurozona è rimasto in territorio negativo e l’attività economica tedesca ha registrato un inatteso peggioramento.
  • Il primo ministro britannico Keir Starmer si è dimesso, aprendo la strada all'“incoronazione” di Andy Burnham.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • L'evento chiave per gli investitori sarà la pubblicazione del report sull'andamento del mercato del lavoro statunitense, appena prima del Giorno dell'Indipendenza, con stime di consenso che prevedono a giugno la creazione di 115.000 posti di lavoro e un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%.
  • Per quanto riguarda le banche centrali, l'evento di spicco della settimana sarà il Forum della BCE a Sintra, al quale parteciperanno Lagarde della BCE, Warsh della Fed, Bailey della BOE e Macklem della BOC.
  • Tra gli altri dati importanti in programma figurano il CPI flash dell’eurozona di giugno, i PMI globali e l'indice Tankan giapponese relativo al secondo trimestre.
  • Sul fronte geopolitico, ricordiamo che sta per cominciare la rinegoziazione dell’Accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada, mentre l’Irlanda subentrerà a Cipro alla presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea per i prossimi sei mesi.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Posizionamento di sovrappeso sulle azioni. Con i negoziati in corso, la riapertura dello Stretto di Hormuz e il cessate il fuoco in vigore e prorogato, i mercati possono tirare un ulteriore sospiro di sollievo.
  • Le condizioni macroeconomiche sono destinate a migliorare. Le condizioni macroeconomiche sono già favorevoli negli Stati Uniti e, con il calo dei prezzi dell'energia, potrebbero migliorare nel resto del mondo. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che svolgono un ruolo più importante dei consumi.
  • Ritorno ai fondamentali. I mercati torneranno presto a concentrare l'attenzione sulla stagione delle trimestrali, dato che la crescita degli utili societari resta il fattore trainante più importante del mercato in questo inizio del 2026.
  • Divergenza delle politiche monetarie. Il presidente della Fed Kevin Warsh ha adottato una posizione aggressiva nella sua prima riunione del FOMC, escludendo tagli dei tassi nel 2026. La BCE continuerà a gestire le aspettative di inflazione, lasciando intendere la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi. Infine, la Banca del Giappone e la Reserve Bank of Australia mantengono una politica restrittiva.

 

Rischi

  • Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare. La visita del presidente statunitense Trump in Cina non ha riservato alcuna sorpresa positiva degna di nota.
  • Il dilemma della Fed. Un'economia solida e un FOMC diviso potrebbero ritardare un allentamento, con il rischio di una pausa nel sostegno alla liquidità. Kevin Warsh dovrà creare un nuovo consenso politico.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una leggera sovraponderazione sulle azioni con una preferenza per i mercati emergenti e il Giappone, mentre abbiamo ridimensionato la nostra posizione sugli Stati Uniti portandola a “neutrale”.
  • Allocazione regionale:
    • Declassamento della posizione sugli Stati Uniti da leggera sovraponderazione a neutrale. Questo cambiamento tattico è dovuto principalmente al declassamento del settore tecnologico statunitense a “neutrale”. La mancanza di movimenti a seguito della pubblicazione dei solidi risultati finanziari di Micron la scorsa settimana e l’assenza di una reazione più ampia da parte del mercato nelle ore successive, nonché la prevista assenza di catalizzatori per il settore entro la fine di luglio (stagione degli utili del secondo trimestre), ci hanno indotto a declassare il settore tecnologico. I titoli legati al settore tecnologico rappresentano circa la metà del peso complessivo del mercato statunitense nel suo complesso.
    • Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una BoJ relativamente prudente creano un contesto favorevole, mentre il Giappone offre un’esposizione concentrata ai vincitori del settore dell’IA, che spaziano dai semiconduttori alle infrastrutture dei data center fino alle tecnologie di automazione. I suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
    • Posizione neutrale sull'Europa. La regione potrebbe trarre vantaggio dall'allentamento dei prezzi dell'energia, ma la composizione settoriale sembra meno esposta alle dinamiche dominanti del mercato. La spesa pubblica in Germania sta iniziando a entrare nel vivo.
    • Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo. Preferiamo il settore tecnologico della Corea, di Taiwan e della Cina a quello indiano. La valutazione appare interessante, con il P/E relativo a 12 mesi dell'indice MSCI Emerging Markets che presenta uno sconto significativo rispetto all'indice MSCI World.
  • Allocazione fattoriale e settoriale:
    • Privilegiamo i settori che traggono vantaggio dai cicli di investimento, sia nel campo dell'IA che dalla spesa pubblica.
    • Restiamo costruttivi sul settore sanitario e manteniamo un'esposizione alle mid-cap e ai titoli industriali di USA e UE, poiché beneficiano in qualche modo della protezione offerta dalle politiche di bilancio espansive e dalla prevista deregolamentazione.
  • Titoli di Stato:
    • Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha provocato una revisione dei prezzi determinata dall'inflazione, poiché le interruzioni nell'approvvigionamento energetico e nelle forniture alimentano le aspettative di inflazione. Di conseguenza, le aspettative di allentamento monetario da parte della BCE, presenti fin dall'inizio dell'anno, hanno subito un'inversione di tendenza e, a nostro avviso, sono andate troppo oltre. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.
    • Manteniamo una posizione lievemente short sui Treasury statunitensi. Le solide dinamiche di crescita, gli investimenti in infrastrutture per l'IA e la spinta inflazionistica, oltre alle preoccupazioni relative al deficit, esercitano una pressione al rialzo sui tassi statunitensi.
  • Credito:
    • L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
    • Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
    • Manteniamo una posizione neutrale sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio da un'eventuale nuova debolezza del dollaro statunitense. Inoltre, l'attuale Yield-to-Maturity pari a circa il 7% rappresenta un carry interessante per questa posizione di diversificazione del reddito.
  • Investimenti alternativi:
    • Restiamo ottimisti riguardo all'oro nel lungo periodo.
    • Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
  • Valute:
    • L'attuale regime di mercato favorisce le valute legate alle materie prime come i metalli preziosi e il petrolio. Pertanto, abbiamo posizioni lunghe su AUD, NOK e BRL.
    • Per l'Ungheria si prospetta una maggiore possibilità di instaurare relazioni migliori con l'UE, il che potrebbe portare a politiche più stabili e quindi a una significativa riduzione del rischio per gli investitori stranieri: questo ci ha indotto a detenere una posizione sul fiorino ungherese.
    • Manteniamo una leggera sottoponderazione sul dollaro statunitense, pur avendola ridotta in modo significativo a fronte della rinnovata escalation geopolitica.
    • Manteniamo inoltre una posizione long sul JPY.

 

Il nostro posizionamento

Il nostro orientamento resta costruttivo, con una sovraponderazione sui titoli azionari nei mercati emergenti e in Giappone, dove la dinamica degli utili continua a essere più solida. Abbiamo di recente declassato il nostro posizionamento sugli Stati Uniti portandolo a neutrale. Questo cambiamento tattico è dovuto principalmente al declassamento del settore tecnologico statunitense a “neutrale”. Nel reddito fisso, privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio rimangono limitati. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese (che resta storicamente estremamente sottovalutato rispetto al dollaro statunitense), alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come AUD, NOK e BRL. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.

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