
L'attività globale si è dimostrata resiliente all'inizio del nuovo anno, poiché l'incertezza sulle politiche commerciali statunitensi si è attenuata rispetto ai picchi raggiunti a fine 2025 e il FMI ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni sulla crescita mondiale. Nell'Eurozona la crescita ha accelerato nel quarto trimestre, ma i PMI di gennaio si sono rivelati contrastanti: il settore manifatturiero si è stabilizzato, mentre quello dei servizi ha rallentato, segnalando una lieve perdita di slancio all'inizio del 2026.
Le azioni hanno iniziato il 2026 in modo positivo, mostrando però una certa dispersione tra le aree geografiche e i settori. Le azioni statunitensi hanno dato prova di resilienza grazie ai solidi utili, ma sono rimaste indietro rispetto a regioni come l'Europa, la Corea o il Giappone a causa della rotazione dall'information technology a energia, materiali, beni di prima necessità e industriali. Le società di software, considerate maggiormente esposte al rischio di disruption indotte dall'IA, sono state il principale responsabile della debolezza dei mercati. Le azioni europee hanno registrato rialzi di percentuale media dei valori a una cifra, sostenute da aspettative sugli utili in miglioramento. Le azioni di Taiwan e Corea hanno beneficiato della robusta domanda di hardware tecnologico e semiconduttori.
Sul fronte delle emissioni sovrane, i rendimenti del decennale in euro si sono mantenuti stabili, mentre quelli statunitensi e britannici sono moderatamente aumentati. Tuttavia, a salire alla ribalta è stato il rendimento del decennale giapponese, che a fine gennaio ha raggiunto il 2,23%. Nel complesso, gli spread creditizi investment grade e high yield sono rimasti invariati o lievemente più ampi nel corso del periodo. Verso la fine del mese le BDC quotate dei finanziatori di credito privato hanno però subito vendite attive a causa dell'elevata esposizione dei loro prestiti alle società di software.
Riguardo alle commodity, prodotti come il caffè sono diminuiti di circa il 5% nel mese date le attese di raccolti molto abbondanti, ma l'attenzione all'inizio del 2026 si è concentrata sul forte calo di oro e argento osservato negli ultimi giorni di negoziazione del mese.
Nel mese l'indice HFRX Global Hedge Fund EUR ha guadagnato il +1,86%.
Azionari L/S
Il mese si è rivelato positivo per le strategie azionarie long/short, con rendimenti trainati dal beta e da una forte generazione di alfa. Le strategie long/short fondamentali hanno sovraperformato, generando uno spread tra i rendimenti delle posizioni long e short che, in media, è stato pari o superiore ai rendimenti assoluti degli indici azionari. Nel periodo le esposizioni lorde e nette sono rimaste stabili. La riduzione del rischio nel settore tecnologico è stata pronunciata, soprattutto nei software, a favore di industriali, finanziari e servizi di comunicazione, in linea con una rotazione anziché un disimpegno generale. Il contesto giustifica una costante selezione dei titoli in un regime di elevata dispersione, con la disciplina di posizionamento che risulta cruciale in caso di una repentina rivalutazione delle narrazioni macro o legate all'IA. Le strategie azionarie long/short sono ben posizionate per beneficiare della maggiore dispersione tra i settori, delineando un contesto favorevole alla selezione attiva dei titoli.
Macro globali
Le strategie macro hanno trainato la performance degli hedge fund, approfittando delle tendenze sostenute sui mercati valutari e delle commodity. Nell'universo macro sistematico, le commodity e i tassi si sono messi in luce a gennaio. Il mese è stato caratterizzato anche da un forte calo dei metalli preziosi a fine mese, in seguito alle notizie su un potenziale avvicendamento alla guida della Fed. Il posizionamento sembrava orientato alla persistenza del trend, ma vulnerabile a brusche inversioni causate da annunci di politica economica. Le opportunità restano interessanti, ma gli esiti potrebbero essere influenzati da episodi di volatilità legati alle comunicazioni delle banche centrali e alla geopolitica, piuttosto che da una disinflazione lineare.
Strategie quantitative
Nel corso del mese le strategie quantitative hanno seguito andamenti divergenti. I trend-follower sistematici hanno chiuso il mese in forte ascesa, mentre le strategie quantitative market neutral hanno concluso invariate o leggermente negative. Le strategie trend-following hanno beneficiato di contributi positivi da tutte le classi di asset, ma i rendimenti sono stati trainati principalmente da azioni e commodity. Le strategie quantitative sui mercati azionari hanno vissuto un periodo difficile, in linea con un contesto caratterizzato da una rotazione della leadership fattoriale e dal ridimensionamento delle esposizioni ampiamente detenute. Le strategie quantitative restano un'allocazione core, posizionate per sfruttare la volatilità determinata dai dazi, le rotazioni di stile e le opportunità direzionali o relative value sui tassi o sulle valute.
Reddito fisso
Le strategie di arbitraggio su reddito fisso/relative value hanno registrato guadagni lievi ma regolari a gennaio, poiché i tassi sono rimasti "pressoché invariati" su base mensile, sebbene le notizie di politica economica giunte nel corso del mese abbiano determinato episodi di volatilità della curva. La performance delle strategie relative value è stata coerente con strategie di carry-and-roll e con opportunità selettive su curva e swap spread, piuttosto che con posizioni direzionali sulla duration. Il posizionamento sembrava orientato verso strategie relative value finanziate (swap spread, steepener/flattener sulla curva, basis) con un'attenta allocazione del rischio, data l'incertezza legata alle discussioni sull'avvicendamento alla guida della Fed e alle forti dinamiche delle emissioni sovrane. Le prospettive sono costruttive se la volatilità dei tassi rimane contenuta; il principale rischio è un cambio di regime verso premi a termine più elevati o una stretta dei bilanci suscettibile di ampliare gli intervalli del relative value più rapidamente di quanto la leva possa adeguarsi.
Event driven
Gennaio si è rivelato un buon mese per le strategie event driven, sostenute da un contesto azionario costruttivo e da un continuo flusso di operazioni. Sia le strategie di arbitraggio su fusioni sia quelle special situation hanno generato rendimenti positivi, con queste ultime che, in media, hanno contribuito in misura maggiore alla performance. Le strategie si sono apparentemente concentrate sulla cattura disciplinata di spread piuttosto che su un'assunzione di rischio aggressiva, riflettendo il fatto che le condizioni di finanziamento erano favorevoli, ma il rischio associato alle notizie è rimasto elevato. Il contesto dovrebbe rimanere propizio, con diversi fattori strutturali e ciclici a sostegno del proseguimento dell'attività.
Arbitraggio sul credito
Le strategie di arbitraggio sul credito sono state sostenute da spread contratti e da una solida domanda di carry, ma l'asimmetria legata ai "premi di rischio contenuti" è diventata un ostacolo più rilevante. Le notizie all'inizio del 2026 hanno messo in evidenza spread IG/HY storicamente compressi, sollevando timori per una minore compensazione del rischio di ribasso. I gestori preferiscono carry di qualità superiore e operazioni idiosincratiche mirate a un beta ampio. In merito alle prospettive a breve termine, il carry rimane favorevole ma, se uno shock macro dovesse causare un ampliamento rapido e non lineare da livelli iniziali molto ridotti, il vantaggio della strategia dipenderà dalla selezione dei titoli e dalla gestione della liquidità.