
Gli indicatori di crescita e inflazione hanno chiuso l'anno all'insegna di una maggiore stabilità. Nell'Eurozona la stima flash ha mostrato un calo dell'IPCA complessivo al 2,0% su base annua nel corso di dicembre, sostanzialmente in linea con la decisione presa lo stesso mese dalla BCE di mantenere invariati i tassi di riferimento e con le proiezioni che segnalano un'inflazione vicina all'obiettivo nel medio termine. Anche l'inflazione statunitense è rimasta stazionaria, con l'IPC di dicembre al 2,7% su base annua, mentre i PMI ufficiali cinesi sono tornati sopra quota 50, suggerendo una timida normalizzazione dell'attività. La geopolitica è rimasta sullo sfondo. Nel complesso, i segnali macro di fine anno hanno sostenuto una narrazione di "fine ciclo senza alcuna recessione" nei mercati sviluppati, con l'Europa ancora in ritardo rispetto agli Stati Uniti sul fronte del momentum, ma che beneficia di un'inflazione in calo.
Gli asset rischiosi hanno guadagnato terreno alla fine di dicembre, poiché le aspettative sui tassi si sono stabilizzate. Le azioni europee hanno sovraperformato la maggior parte dei mercati, trainate da finanziari, materiali e industriali. I tassi core si sono mossi entro un intervallo ristretto: il rendimento dei Bund a 10 anni ha oscillato intorno al 2,85%, concludendo con variazioni minime rispetto alla metà del mese. Sul versante del credito, alla fine dell'anno è proseguita la tendenza alla compressione degli spread investment grade e high yield. Le commodity hanno esibito andamenti divergenti: il Brent si è attestato in media a circa 62-63 dollari al barile a dicembre, prolungando il trend ribassista del 2025 a causa dell'abbondante offerta, mentre l'oro è salito a fine mese, sospinto dalle minori attese sui tassi reali e da una persistente domanda a fini di diversificazione.
Nel mese l'indice HFRX Global Hedge Fund EUR è lievemente aumentato del +0,39%.
Azionari L/S
Il mercato ha posto maggiore enfasi sugli utili e sui fondamentali societari, determinando livelli di dispersione più elevati. Si è trattato di un contesto favorevole al posizionamento relativo piuttosto che al beta direzionale. Caso emblematico è stato l'ecosistema dell'IA, oggetto di maggiore attenzione in termini di monetizzazione, margini e intensità del capex. Con le incognite che diminuiscono, gli investitori sembrano concentrarsi più sulle dinamiche di dispersione piuttosto che sul crowding, contribuendo ad ampliare la partecipazione al mercato. Questa situazione è vantaggiosa per le strategie azionarie long/short e si è tradotta in una solida performance a dicembre. Nel corso del mese sono state premiate alcune strategie che detenevano posizioni short con fondamentali deboli in settori di tendenza. Le strategie long/short trarranno vantaggio dalla persistente dispersione e dalla normalizzazione degli spread di valutazione tra titoli growth e ciclici e tra le diverse regioni.
Macro globali
Nonostante un mese di dicembre altalenante, le strategie macro globali hanno performato piuttosto bene. Le strategie macro globali relative-value hanno sovraperformato, per via dei tassi ai massimi, l'irripidimento delle curve, la divergenza valutaria e il crescente rischio fiscale e politico hanno spostato l'attenzione dal beta al differenziale delle politiche, alle curve e all'asimmetria. Naturalmente, i tassi sono stati una fonte importante di rendimenti nel mese. Anche le operazioni direzionali su azioni e metalli preziosi hanno contribuito positivamente alla performance. Nel complesso, le strategie macro globali entrano nel 2026 con pregevoli prospettive, sostenute da un contesto che favorisce valore relativo, flessibilità e posizionamento asimmetrico piuttosto che il beta direzionale.
Strategie quantitative
Il mese si è rivelato nel complesso molto positivo per le strategie quantitative. I guadagni delle CTA sono stati trainati dai forti trend di azioni e commodity, mentre le perdite nel reddito fisso e nell'universo valutario hanno in parte ridotto la performance. Più in generale, i modelli quantitativi hanno approfittato di un contesto favorevole, con le dinamiche di mercato che si sono allontanate dal beta concentrato verso una maggiore differenziazione tra asset e segmenti. I modelli sistematici hanno chiaramente beneficiato della rinnovata dispersione a livello di fattori. Le strategie quantitative restano un'allocazione core, posizionate per sfruttare la volatilità determinata dai dazi, le rotazioni di stile e le opportunità direzionali o relative value sui tassi o sulle valute.
Reddito fisso
Nel mese di dicembre 2025 le strategie di arbitraggio su reddito fisso sono state influenzate da un contesto propizio ma eterogeneo in termini di tassi e spread, in cui le opportunità sono derivate principalmente dalle distorsioni relative-value nei mercati dei tassi anziché da movimenti direzionali di ampia portata. Con i tassi di riferimento stabilmente ai massimi e la volatilità contenuta in molti mercati core, gli operatori di arbitraggio si sono concentrati sulle anomalie delle curve, sulle basis trade e sulle distorsioni di prezzo tra titoli on-the-run e off-the-run, sfruttando le sottili inefficienze create dai flussi di liquidità di fine anno e dal riposizionamento tecnico. L'irripidimento delle curve di Treasury e swap ha fatto emergere valide opportunità in termini di matrice e carry, mentre il basis tra titoli corporate cash e future ha oscillato a fronte di segnali macro contrastanti. Al contrario, le posizioni che puntavano su ampie scommesse direzionali sui tassi hanno sottoperformato, sulla scia di rendimenti contenuti e una limitata volatilità. A dicembre e nell'intero 2025 l'arbitraggio su reddito fisso ha generato rendimenti moderati, poiché i gestori hanno operato in un regime di bassa volatilità e di fine ciclo.
Event driven
A dicembre 2025 le strategie event driven hanno beneficiato di un ventaglio di opportunità costanti ma selettive, determinate dall'attività di negoziazione di fine anno e da un contesto finanziario più stabile in seguito alla conferma di tassi di interesse ai massimi. La performance dell'arbitraggio su fusioni è stata sostenuta da spread contenuti, una maggiore visibilità normativa e una minore volatilità dei costi di finanziamento, mentre i rendimenti sono stati trainati più da risultati idiosincratici che dall'andamento generale del mercato. Tra le operazioni che hanno contribuito positivamente alla performance figura la procedura di gara competitiva per Warner Bros tra Netflix e Paramount. Un altro apporto positivo è giunto dal completamento in anticipo dell'acquisizione di Alphaware, una società britannica, da parte di Qualcomm. Le strategie event driven hanno tratto vantaggio dal forte slancio delle attività di M&A, trainate dall'orientamento delle politiche sotto l'amministrazione Trump e da un quadro normativo più favorevole dopo il cambio al vertice della Federal Trade Commission con l'uscita di scena di Lina Khan. Il contesto dovrebbe rimanere molto propizio, con diversi fattori strutturali e ciclici a sostegno del proseguimento dell'attività.
Titoli distressed
Le strategie di credito distressed e opportunistiche hanno operato in condizioni di spread contratti nel corso di dicembre, con forti venti favorevoli per il beta ancora presenti. Tuttavia le valutazioni offrono meno protezioni. Gli spread creditizi nei principali segmenti sono rimasti nella fascia alta degli intervalli storici, rafforzando un mercato in cui la selezione dei titoli e la strutturazione sono più importanti della semplice esposizione long al rischio. Nonostante gli spread complessivi contenuti, sono emerse alcune opportunità. Le insolvenze e lo stress sono rimasti più idiosincratici che sistemici, con distorsioni concentrate in aree sotto pressione, tra cui quelle legate alle maggiori emissioni di LBO e alla normalizzazione degli utili. Infine, la "classica" ondata di titoli distressed è sembrata ancora in ritardo ma non scongiurata: le attuali condizioni suggeriscono che l'universo si sta gradualmente ampliando, soprattutto con l'evoluzione delle strutture di finanziamento e il ruolo più importante assunto dalle dinamiche di liability management. Questo scenario induce i gestori a restare costruttivi, prevedendo un maggior numero di opportunità nel 2026.
Credito L/S
A dicembre 2025 le strategie di credito long/short sono state alle prese con un'elevata dispersione nei mercati di riferimento. Il carry ha contribuito in modo significativo alla performance, poiché nel mese la volatilità è rimasta contenuta; tuttavia, i gestori sono stati in grado di generare alfa dalla selezione del credito, con performance trainate da stress societario idiosincratico e divergenze settoriali, cogliendo opportunità da fondamentali di credito differenziati, rischi di rifinanziamento e distorsioni degli spread piuttosto che dal beta del mercato generale. In un contesto segnato da spread contratti e un crescente rischio geopolitico e di esecuzione del management aziendale, le strategie di credito long/short rappresentano un approccio interessante per sfruttare le distorsioni relative value e idiosincratiche al fine di generare rendimenti.