Guardare oltre la Cina offre una gamma di opportunità più diversificata. Gli investitori potrebbero trarre vantaggio dall'esposizione ai fattori demografici favorevoli in regioni come l'India e l'Indonesia, dove l'andamento demografico e l'aumento dei consumi rappresentano potenti motori di crescita, nonché a mercati come l'America Latina, che beneficiano delle riforme e dei cicli delle materie prime. Allo stesso tempo, una significativa esposizione verso paesi ad alta concentrazione tecnologica come Taiwan e la Corea del Sud consente di accedere a tecnologie e innovazioni competitive a livello globale.
Questo approccio può aiutare gli investitori ad ampliare la propria esposizione a una gamma più ampia di fattori di rendimento in regioni e settori che tendono ad essere sottorappresentati nelle allocazioni tradizionali dei mercati emergenti. In questo senso, può essere considerata una strategia per i mercati emergenti di “nuova generazione”, che combina l’esposizione alle tendenze demografiche e alle opportunità di crescita legate alla tecnologia nel contesto dei mercati emergenti al di fuori della Cina. Per gli investitori orientati alla sostenibilità e per coloro che intendono ridurre l'esposizione diretta a determinati rischi geopolitici e normativi associati alla Cina, gli altri mercati emergenti possono rappresentare un'opportunità di investimento interessante.
Mercati emergenti oltre la Cina: cogliere la prossima generazione di crescita
L'impatto dell'esclusione della Cina sull'allocazione settoriale
Il cambiamento più evidente è la contrazione del settore della tecnologia di consumo: un settore che ha dovuto affrontare difficoltà crescenti dovute all'incertezza normativa, alla deflazione e all'eccesso di capacità produttiva in Cina, e che pertanto ha un peso molto minore nell'universo degli investimenti al di fuori della Cina. Anche i consumi discrezionali e, in certa misura, i finanziari hanno fatto un passo indietro.
Ciò che emerge, invece, sono i due temi centrali della dinamica di crescita al di fuori della Cina. In primo luogo, la rivoluzione tecnologica: Taiwan e la Corea del Sud assumono un ruolo centrale nel portafoglio, rappresentando l'infrastruttura di semiconduttori e hardware da cui dipendono l'IA e la trasformazione digitale a livello globale. In secondo luogo, il dividendo demografico: India, Brasile e le economie ASEAN presentano un profilo completamente diverso: popolazioni giovani, consumi in crescita e sistemi finanziari ancora nelle prime fasi di sviluppo.
Escludere la Cina potrebbe consentire a questi due fattori di crescita strutturale di avere lo spazio che meritano.
Asia, Cina esclusa: tendenze mirate ed esposizione selettiva
Viviamo in un mondo interconnesso, e sarebbe ingenuo pensare che i titoli azionari dei mercati emergenti (Cina esclusa) siano in qualche modo immuni dagli sviluppi che si verificano in Cina. Essendo la seconda economia mondiale, la sua influenza è tangibile. Ma c’è una differenza tra esposizione indiretta e rischio diretto e questa distinzione è importante. Il rischio diretto deriva dalle politiche, dalla regolamentazione o dai cicli economici nazionali; l'esposizione indiretta è invece legata principalmente al commercio e alla domanda. Siamo a nostro agio con la seconda, ma più cauti con il primo.
In Asia, Cina esclusa, uno dei cambiamenti chiave su cui ci stiamo concentrando è la diversificazione della catena di approvvigionamento. Le aziende non si sentono più a proprio agio nel dipendere da un unico paese e la produzione si sta gradualmente espandendo in India, Indonesia e Vietnam. Non si tratta più solo di una produzione a basso costo: queste economie stanno risalendo la catena del valore, supportate da infrastrutture e politiche.
L’IA rimane un’importante area di attenzione, in particolare a livello infrastrutturale. Non solo i semiconduttori, ma tutto ciò che li circonda: energia, reti elettriche, data center, l'infrastruttura fisica necessaria per far funzionare l'IA su larga scala. Taiwan e la Corea del Sud si trovano proprio al centro di quell'ecosistema, e si tratta di una questione globale più che regionale. Sul fronte del software, stiamo ancora aspettando di vedere una strategia di monetizzazione più chiara prima di impegnarci maggiormente.
Stiamo inoltre tornando a interessarci alle energie rinnovabili e alle fonti energetiche alternative, poiché riteniamo che l'aumento dei prezzi dell'energia non possa che accelerare la transizione energetica. Questo settore è stato in difficoltà sin dal ciclo di tassi del 2022, ma la situazione sta iniziando a stabilizzarsi. Per quanto riguarda l’India, non abbiamo modificato la nostra posizione. Molti investitori sono diventati più cauti, concentrandosi sulle valutazioni o su un rallentamento dei servizi. Rivolgiamo lo sguardo altrove: produzione, infrastrutture, inclusione finanziaria, miglioramento del tenore di vita dei consumatori, sanità e altro ancora. C'è ancora molto da fare se si guarda oltre l'ovvio.
E non si tratta solo dell’Asia. Mercati come il Brasile e il Messico presentano caratteristiche distintive: cicli economici diversi, fattori trainanti diversi e, nel caso del Messico, un chiaro legame con il nearshoring. Contribuisce a bilanciare l’esposizione complessiva.
Stiamo inoltre monitorando temi meno rilevanti, ma comunque cruciali, man mano che emergono: la gestione del nucleare e dei rifiuti ne sono solo due esempi. Dall'altro lato, ciò che evitiamo è molto intenzionale. In quanto strategia basata sull'articolo 9 (ancora relativamente rara in ambito “Ex-China”) sono esclusi il petrolio e il gas, le infrastrutture ad alta intensità di carbonio e alcuni metalli. Più in generale, evitiamo i settori che dipendono eccessivamente dall'andamento dell'economia cinese o in cui si registra un problema di sovraccapacità produttiva. Il software, per ora, resta in secondo piano finché la situazione non si chiarirà.
Diversificazione rispetto a America Latina ed EMEA
Insieme, l'America Latina (LatAm) e l'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) rappresentano una quota consistente, compresa tra il 15% e il 20% circa, e svolgono esattamente la funzione che una buona diversificazione dovrebbe avere: apportano una dimensione economica completamente diversa a un portafoglio altrimenti incentrato sul settore tecnologico asiatico. L'America Latina è un mix di tendenze strutturali di lungo periodo e opportunità tattiche che premiano gli investitori pazienti e selettivi. Il Brasile, in particolare, vanta alcune utility veramente interessanti, che tendono a passare inosservate. Il settore finanziario rappresenta un elemento chiave, in quanto consente di accedere a sistemi bancari ancora poco sviluppati ma caratterizzati da una forte redditività. E nonostante lo scetticismo degli investitori e il clamore suscitato dai cambiamenti politici, riteniamo che la vicinanza agli Stati Uniti continuerà a generare effetti di ricaduta positivi sulla crescita delle economie latinoamericane: il nearshoring non è un fenomeno che si limita ai cicli elettorali. Nell'area EMEA, i temi che riteniamo più interessanti sono le energie rinnovabili e la convergenza finanziaria nel settore bancario dell'Europa orientale: entrambi sono ancora in una fase iniziale e presentano un potenziale di crescita significativo, man mano che l'allocazione di capitale nella regione si adegua alle opportunità offerte.
Ciò che l'America Latina e l'area EMEA apportano, in definitiva, è equilibrio: una crescita più trainata dal mercato interno, una maggiore esposizione al settore finanziario, alle infrastrutture e alle telecomunicazioni e una minore dipendenza dal ciclo tecnologico globale. Non sostituiscono l'Asia, ma rendono il portafoglio complessivo più diversificato e resiliente.
Il nostro approccio d'investimento
In Candriam gestiamo fondi azionari dei mercati emergenti dal 1994; questo è l'ultimo prodotto aggiunto alla nostra gamma, lanciato nel marzo 2024 e classificato come strategia conforme all'Articolo 9 del regolamento SFDR. Segue la nostra consolidata filosofia di investimento nei mercati emergenti, incentrata sull'identificazione di società caratterizzate da una crescita sostenibile e di qualità, sostenuta da fondamentali solidi e da tendenze strutturali a lungo termine.
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Candriam Sustainable Equity Emerging Markets Ex-China
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