La scorsa settimana in sintesi
- La Fed ha recuperato credibilità grazie a quella che il presidente Warsh ha definito una decisione "misurata", "seria" e "responsabile", aumentando i tassi per la prima volta dal 2023, con le previsioni che indicano un altro aumento nel corso dell’anno.
- L'economia statunitense è rimasta resiliente, con le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione scese a quota 196.000 e le vendite al dettaglio in forte ripresa, mentre la Cina ha presentato un quadro più contrastante, caratterizzato da una produzione più solida ma da consumi e investimenti modesti.
- A livello globale, i percorsi di politica monetaria si sono dimostrati divergenti: la Banca del Giappone ha aumentato i tassi portandoli all’1,25%, la Banca d’Inghilterra li ha mantenuti al 3,75%, il Brasile li ha ridotti al 13,75% e la Banca centrale australiana ha lasciato aperta la possibilità di un ulteriore aumento.
- È emerso un certo sollievo sul fronte energetico, grazie ai progressi fatti dalla diplomazia per lo sblocco dello Stretto di Hormuz, alla ripresa delle spedizioni di GNL e all’intervento dell’Arabia Saudita volto a ripristinare parte del proprio oleodotto East-West.
- In Turchia è riaffiorato lo stress, poiché i mancati rimborsi hanno costretto alla liquidazione di un gran numero di fondi di investimento.
Dati ed eventi di questa settimana
- I PMI flash globali saranno al centro dell’attenzione, permettendo di verificare se l’attività economica continui a mostrare resilienza e se l’attuale shock energetico stia iniziando a incidere sulla produzione, sui prezzi e sulla fiducia delle imprese.
- Negli Stati Uniti, l'attenzione degli investitori si concentrerà sui beni durevoli e sul sentiment dei consumatori, con le aspettative di inflazione che assumeranno particolare rilevanza a seguito del recente aumento dei tassi da parte della Fed.
- Per quanto riguarda l'Europa, sarà necessario analizzare sia la situazione politica che le misure economiche, con i risultati delle elezioni regionali tedesche che metteranno alla prova la stabilità della coalizione del cancelliere Merz, il sondaggio IFO che valuterà la fiducia delle imprese e la decisione della BNS.
- La geopolitica rimarrà la variabile più imprevedibile, con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che offrirà l’occasione per lanciare segnali sulla guerra in Iran, mentre la visita di Stato di Xi Jinping a Washington riporterà al centro dell’attenzione l’IA, lo yuan e le tensioni commerciali.
Convinzioni di investimento
Scenario di base
- Posizionamento di leggero sovrappeso sulle azioni: Continuiamo a mantenere un orientamento positivo nei confronti dei titoli azionari mondiali.
- Le condizioni macroeconomiche sono destinate a migliorare, ma restano fragili. Le condizioni macroeconomiche sono favorevoli negli Stati Uniti e, in caso di calo dei prezzi dell'energia, potrebbero migliorare ulteriormente nel resto del mondo. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che hanno svolto un ruolo di primo piano. Tuttavia, le continue tensioni in Iran rappresentano un rischio per il nostro scenario.
- Una politica attiva del Tesoro statunitense. Al di là della reazione immediata dei mercati, questa mossa alimenta il malcontento nei confronti di un Tesoro sempre più interventista e, più in generale, del mix di politiche statunitensi.
- Le divergenze nella politica monetaria iniziano ad allinearsi. La Fed ha recuperato in parte credibilità, allineandosi alla BCE e alla BoJ nella politica di inasprimento monetario.
Rischi
- Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare.
- Tensioni in corso in Iran. Una risoluzione è fondamentale affinché il nostro scenario di base possa reggere. Nel frattempo, la situazione in Iran resta molto fragile e volatile.
- Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
Strategia cross-asset
- Manteniamo una leggera sovraponderazione sulle azioni con una preferenza per i mercati emergenti e il Giappone, mentre manteniamo una posizione neutrale sugli Stati Uniti e sull’Europa.
- Allocazione regionale:
- Posizione neutrale sugli Stati Uniti. Questa posizione riflette il nostro orientamento neutrale nei confronti del settore tecnologico statunitense, poiché le esposizioni sensibili al comparto della tecnologia rappresentano circa la metà del peso complessivo dell'intero mercato statunitense.
- Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una Banca del Giappone relativamente prudente creano un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Inoltre, i suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
- Posizione neutrale sull'Europa. La regione potrebbe trarre vantaggio da un calo dei prezzi dell’energia qualora le tensioni in Medio Oriente dovessero attenuarsi, ma la composizione settoriale sembra meno esposta alle dinamiche dominanti del mercato. La spesa pubblica in Germania sta iniziando a entrare nel vivo.
- Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo, seppur volatile. La valutazione risulta interessante, poiché il P/E relativo a 12 mesi evidenzia uno sconto significativo rispetto ai mercati sviluppati.
- Allocazione fattoriale e settoriale:
- Privilegiamo tematiche che traggono vantaggio da cicli di investimento a lungo termine.
- Continuiamo a guardare con ottimismo al settore sanitario e manteniamo l'esposizione alle mid-cap e ad alcuni titoli industriali di USA e UE, poiché risultano protetti dalle politiche di bilancio espansive e dalle misure di deregolamentazione previste.
- Titoli di Stato:
- Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha determinato una revisione dei prezzi dovuta all'inflazione. Di conseguenza, le aspettative relative alla BCE si sono consolidate in un aumento dei tassi. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.
- Credito:
- L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
- Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
- Manteniamo una visione positiva sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio da un'eventuale nuova debolezza del dollaro statunitense. Inoltre, l'attuale Yield-to-Maturity pari a circa il 7% rappresenta un carry interessante per questa posizione di diversificazione del reddito.
- Investimenti alternativi:
- Conserviamo un atteggiamento costruttivo sull'oro poiché il metallo prezioso ha registrato un forte rimbalzo dall'importante soglia di 4.000 dollari l'oncia dalla fine di luglio.
- Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
- Valute:
- L'attuale contesto di mercato favorisce le valute legate alle commodity. Pertanto, disponiamo di posizioni lunghe sull'AUD.
- Manteniamo una leggera sottoponderazione sul dollaro statunitense e una posizione lunga sullo yen.
Il nostro posizionamento
Dato che l’attività globale continua a mostrare resilienza, il nostro orientamento resta positivo, con una leggera sovraponderazione sulle azioni dei mercati emergenti e del Giappone. Nel complesso, il contesto macroeconomico rimane favorevole, consentendo ai leader del mercato di ampliare il proprio vantaggio. Nel reddito fisso, privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio rimangono limitati. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese come strumento di copertura, che resta storicamente estremamente sottovalutato rispetto all'USD, alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come l'AUD. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.