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Messaggio importante: attenzione alle truffe di impersonificazione

Attualmente stanno circolando messaggi e annunci fraudolenti su piattaforme di messaggistica, tra cui WhatsApp, che si spacciano per i suoi professionisti degli investimenti e il marchio Candriam. Si prega di notare che Candriam non offre mai raccomandazioni di investimento né fornisce consulenza finanziaria tramite canali social o piattaforme di messaggistica.

Oggetti da esplorazione come cappello, bussola e binocolo accanto a un’insegna “Candriam On Air”, simbolo di scoperta e comunicazione

Mercati sotto pressione, convinzioni intatte

Nel recente webinar Explore, il CIO di Candriam, Nicolas Forest, insieme al Chief Economist Florence Pisani, a Johan Van der Biest, Co-Global Head of Equity Management, e a Paulo Salazar, Head of Emerging Markets Equities, hanno condiviso le loro opinioni sull'impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz, sulla fiducia generale dei mercati ed esplorato le tendenze di cui tenere conto nel comparto azionario. La discussione ha messo in luce un mercato che ha dimostrato di essere resiliente, ma anche un contesto in cui i rischi di inflazione e le interruzioni dell'approvvigionamento sono all'ordine del giorno, e dove quindi la disciplina nelle valutazioni continua ad avere la sua importanza.

Il primo webinar Explore – 27/04/2026

Prospettiva CIO – A un mese dall'inizio del conflitto

Nicolas Forest
Chief Investment Officer

A un mese dall'inizio del conflitto, una parola spicca su tutte: allentamento delle tensioni. I mercati hanno attraversato settimane caratterizzate da escalation, cessate il fuoco, blocchi e inversioni di tendenza, eppure gli asset rischiosi rimangono vicini ai massimi dell'anno: i mercati azionari sono rimasti solidi, mentre gli spread di credito restano contratti. A prima vista, i mercati sembrano guardare oltre lo shock geopolitico.

Questa resilienza non va confusa con il benessere in ogni ambito. I rendimenti delle obbligazioni a lungo termine rimangono elevati e le aspettative di inflazione sono aumentate. Ciò crea un netto contrasto: gli asset rischiosi stanno evidenziando una buona tenuta, mentre i tassi continuano a riflettere un contesto di inflazione più difficile. Si tratta di un elemento importante perché l’aumento dell’inflazione rende la vita più complicata sia per le banche centrali che per i governi. La politica monetaria diventa più difficile da orientare. La politica fiscale diventa soggetta a maggiori vincoli.

Lo scenario degli utili aiuta a spiegare perché i mercati azionari sono rimasti resilienti. A differenza del brusco calo delle aspettative sugli utili seguito agli annunci sui dazi del presidente americano Donald Trump in occasione del “Liberation Day”, questo conflitto non ha innescato lo stesso crollo delle previsioni. I settori dell'energia, dei materiali e dei componenti tecnologici hanno continuato a sostenere le aspettative sugli utili, aiutando i mercati ad assorbire lo shock.

La lezione fondamentale è quella di non lasciarsi trascinare da una notizia all'altra. In mercati in rapida evoluzione, le convinzioni a lungo termine contano più del rumore di fondo. Ecco perché l'attenzione rimane concentrata sui settori in cui le tendenze strutturali sembrano ancora intatte e in cui i mercati potrebbero sottovalutare la sostenibilità degli utili.

 

Prospettive macro – Tensioni nello stretto di Hormuz e potenziali ricadute economiche

Florence Pisani
Chief Economist

L’economia globale si è dimostrata più resiliente del previsto. I mercati del lavoro negli Stati Uniti e in Europa rimangono solidi e i dati recenti indicano che la crescita è proseguita anche nel primo trimestre. Istituzioni come l’FMI e l’OCSE hanno rivisto le loro previsioni solo marginalmente al ribasso. Tale resilienza, tuttavia, dipende da un presupposto chiave: l'interruzione degli approvvigionamenti nello Stretto di Hormuz è di breve durata.

Lo stretto non è solo una rotta petrolifera. È attraversato da circa il 20% del petrolio e del gas mondiale[3], ma l'impatto si estende ben oltre l'energia. I prezzi dell'energia incidono su molti fattori di produzione industriali e sui prezzi dei prodotti alimentari. I fertilizzanti, lo zolfo e l'elio sono penalizzati. Se le interruzioni persisteranno, si innescheranno tensioni più ampie nella catena di fornitura. I primi segnali di tensione sono già visibili nei mercati del carburante per aerei, ma anche in quelli del combustibile per navi.

La domanda fondamentale non è se il traffico tornerà alla normalità, ma in quanto tempo lo farà. Le riserve strategiche e i cambiamenti di rotta possono fornire un sollievo temporaneo, ma non possono sostituire completamente i normali flussi. Una breve interruzione è gestibile. Un'interruzione prolungata spingerebbe l’inflazione al rialzo, indebolirebbe la fiducia e avrebbe un impatto significativo sulla crescita.

Uno scenario di normalizzazione lenta sembra più probabile di una ripresa rapida. L'incertezza politica rimane elevata e, anche una volta raggiunto un accordo, ci vorrà del tempo prima che la situazione torni alla normalità. L'economia mondiale non è crollata, ma è più esposta a uno shock persistente dell'offerta.

 

Azioni – Guardare oltre i titoli dei giornali per concentrarsi sulle convinzioni a lungo termine

Johan Van der Biest
Co-Global Head of Equity Management

Le prospettive per il settore tecnologico rimangono positive, ma l'attenzione si sta spostando dal semplice slancio alla selettività. La forte crescita degli utili continua a sostenere il settore, grazie anche ai continui investimenti nelle infrastrutture per l'IA. Tale investimento sta ora producendo effetti positivi sui ricavi dell'intero ecosistema, trasformando una prospettiva che andava oltre le aspettative in risultati concreti.

Allo stesso tempo, i mercati sono diventati più complessi. Le valutazioni si sono riportate a livelli normali in alcuni segmenti del settore, in particolare nel settore del software, dove la recente sottoperformance ha creato punti di ingresso più interessanti. Ciò apre opportunità, ma non su tutti i fronti. Alcuni settori devono affrontare un vero e proprio sconvolgimento causato dall'IA, mentre altri sono in grado di trarne vantaggio.

L’IA rimane un fattore determinante, ma non è l’unico. La sua adozione è ancora in una fase iniziale, suggerendo un ulteriore potenziale di rialzo nel tempo. Tuttavia, vincoli quali l'accesso all'elettricità, all'acqua e ai finanziamenti potrebbero determinare il ritmo dell'espansione e dovrebbero essere monitorati attentamente.

La situazione richiede quindi una maggiore selettività. Spiccano settori come quello della sicurezza informatica, dove la domanda rimane forte e l'IA funge da fattore abilitante invece che da minaccia. Le opportunità offerte dal mercato azionario rimangono interessanti, ma non si tratta più di puntare su un'esposizione generalizzata. Si tratta di individuare i settori in cui gli utili continuano a mostrare una buona tenuta e quelli in cui è possibile mantenere una crescita strutturale.

 

Mercati emergenti: vincitori e vinti

Paulo Salazar
Head of Emerging Markets Equities

Se si riuscirà a evitare una grave crisi petrolifera, una delle conseguenze a medio termine di questo conflitto potrebbe essere un indebolimento del dollaro. Ciò segnerebbe un importante cambiamento per i mercati emergenti. Le banche centrali stanno diversificando le proprie riserve, gli scambi commerciali avvengono sempre più spesso in altre valute e la Cina si sta affermando come un partner commerciale più affidabile. In questo contesto, le azioni dei mercati emergenti sembrano ben posizionate.

Le valutazioni rafforzano la tesi di investimento. I titoli azionari dei mercati emergenti continuano a risultare interessanti rispetto a quelli dei mercati sviluppati, mentre gli afflussi di capitali nei portafogli indicano che gli investitori stanno iniziando a reagire. Anche il contesto energetico ha la sua importanza. La sicurezza energetica ha assunto un'importanza strategica maggiore, favorendo sia i produttori di energia tradizionale che quelli di energia rinnovabile, la cui competitività aumenta quando i prezzi del petrolio rimangono elevati.

La tecnologia è un altro fattore chiave. I mercati emergenti non sono più legati all'andamento di un singolo Paese. Il panorama delle opportunità è più ampio e comprende Taiwan, la Corea e l'India, con il settore tecnologico che rappresenta ormai la fetta più consistente. Gli investimenti in IA da parte delle società leader statunitensi stanno già alimentando la crescita degli utili in tutte le società tecnologiche asiatiche, molte delle quali sono ancora scambiate a sconto rispetto alle omologhe statunitensi.

La Cina richiede un approccio più selettivo. La crescita ha subito un rallentamento e il contesto generale rimane instabile, ma le opportunità non mancano. Settori come i semiconduttori, la robotica e la produzione avanzata continuano a registrare un forte slancio. Per quanto riguarda i titoli azionari dei mercati emergenti, riteniamo che le opportunità risiedano meno in un'esposizione generalizzata e più in un'attenta selezione titoli.

Clicca qui per rivedere tutto il webinar

[1] Fonte: Energy Information Administration (EIA) statunitense, dati al 03/03/2026

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