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Coffee Break

Il summit Cina-USA

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • Negli Stati Uniti, per il secondo mese consecutivo, sono stati creati più posti di lavoro del previsto nonostante l'aumento dei costi energetici. Questo comunicato fa seguito ai dati piuttosto positivi relativi alle offerte di lavoro (JOLTS), al rapporto occupazionale ADP e alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione.
  • L'indice PMI composito globale relativo ai nuovi ordini è salito ad aprile dopo aver toccato il minimo degli ultimi due anni e mezzo, trainato da una crescita in Cina e nei mercati emergenti in generale, parzialmente compensata da un ulteriore calo nell'eurozona.
  • Per ciò che riguarda le banche centrali, gli aumenti di 25 pb decisi dalla Reserve Bank of Australia e dalla Norges Bank hanno alimentato un ulteriore rafforzamento del dollaro australiano e della corona norvegese.
  • I titoli di Stato britannici hanno registrato un rialzo dopo che il primo ministro Keir Starmer ha promesso di rimanere in carica nonostante la sconfitta elettorale del suo partito.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • La guerra in corso in Iran, gli sforzi per allentare la tensione e il vertice tra Xi e Trump a Pechino saranno gli eventi chiave che verranno seguiti con attenzione dagli investitori. Il primo ministro indiano Modi visiterà anche diversi paesi europei.
  • Sul fronte dei dati economici, l'inflazione dei prezzi al consumo e le vendite al dettaglio di aprile negli Stati Uniti forniranno indicazioni importanti dopo due mesi di aumento dei prezzi alla pompa.
  • In Europa, l'attenzione sarà maggiormente rivolta alla pubblicazione dell'indagine ZEW e dei dati sulla produzione industriale.
  • Per ciò che riguarda gli utili del primo trimestre, Munich Re, Allianz, Siemens, Telefónica, Vodafone e Deutsche Telekom saranno le società da tenere d'occhio.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Neutralità tattica. Con i negoziati in corso e il cessate il fuoco in vigore e da poco prolungato, i mercati possono tirare un sospiro di sollievo.
  • Monitoriamo con attenzione la situazione in Medio Oriente. Siamo pronti a tornare a investire in attivi rischiosi, dato che i prezzi del petrolio nel medio termine e le pressioni sui tassi si stanno stabilizzando.
  • Alla vigilia dello scoppio della guerra in Iran, il contesto macroeconomico era favorevole. Le condizioni macro sono rimaste favorevoli fino all'inizio di marzo, ma non sono più il motore dominante della leadership di mercato. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che svolgono un ruolo più importante dei consumi.
  • Ritorno ai fondamentali. I mercati hanno riportato l'attenzione sulla crescita degli utili societari, dato che la stagione degli utili del primo trimestre si presenta su basi solide, grazie alle previsioni di revisioni al rialzo, trainate dai settori della tecnologia, dell'energia e dei materiali di base.
  • Ambiguità della politica monetaria. L'allentamento monetario da parte della Federal Reserve sembra ora dipendere dall'andamento dei prezzi dell'energia e riteniamo che l'istituto probabilmente non terrà conto di questo shock. La BCE dovrà gestire le aspettative di inflazione: nella sua ultima riunione, la banca centrale ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati al 2%, lasciando intendere un possibile aumento nel corso dell'estate. Infine, la Banca del Giappone e la Reserve Bank of Australia mantengono una politica restrittiva.

 

Rischi

  • Guerra in Iran. La durata del conflitto e l'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz, la diffusione ad altri paesi e il suo impatto non solo sui prezzi dell'energia, ma anche su quelli delle commodity agricole, nonché i danni alle infrastrutture energetiche della regione rappresentano i rischi principali per il mix di crescita/inflazione - soprattutto per i paesi importatori di energia.
  • Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare.
  • Il dilemma della Fed. Lo shock petrolifero e un FOMC diviso potrebbero ritardare un ulteriore allentamento, con il rischio di una pausa nel sostegno alla liquidità. Esiste il rischio che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi, insieme alla pressione esercitata dai costi dell'energia, possano determinare un aumento dell'inflazione nei prossimi mesi.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una posizione tatticamente neutrale sui titoli azionari fintanto che il cessate il fuoco rimane in vigore e i negoziati proseguono.
    • Il nostro orientamento generale è neutrale, ma siamo pronti a tornare a investire in attivi rischiosi, dato che i prezzi del petrolio nel medio termine e le pressioni sui tassi si stanno stabilizzando.
  • Allocazione regionale:
    • Gli Stati Uniti restano relativamente più protetti grazie alla produzione energetica interna e alla domanda privata che continua a mostrare una certa resilienza. Le interessanti valutazioni del settore tecnologico rappresentano un sostegno per il mercato azionario.
    • Il Giappone deve far fronte a una dipendenza strutturale dalle importazioni energetiche, ma può contare su una politica governativa favorevole.
    • L'Europa subisce l'importante esposizione alle dinamiche del mercato petrolifero e del GNL mediorientale ed è vulnerabile a un nuovo aumento dell'inflazione primaria. D'altra parte, la spesa pubblica sta iniziando a entrare nel vivo.
    • I mercati emergenti sono tra quelli che registrano le migliori performance, sebbene la regione sia anche vulnerabile all'aumento dei prezzi del petrolio e all'apprezzamento del dollaro statunitense. In caso di un accordo di pace negoziato, questo sentiment potrebbe cambiare rapidamente.
  • Allocazione fattoriale e settoriale:
    • Rimaniamo ottimisti sia per il settore tecnologico che per quello sanitario. Nel settore del software esiste una grande dispersione di modelli di business, alcuni dei quali sono più influenzati dall'intelligenza artificiale rispetto ad altri.
    • Manteniamo un'esposizione alle mid-cap e ai titoli industriali di USA e UE, poiché beneficiano in qualche modo della protezione offerta dalle politiche di bilancio espansive e dalla prevista deregolamentazione.
  • Titoli di Stato:
    • Siamo neutrali sulla duration europea core e stiamo monitorando un punto di ingresso interessante.
    • Restiamo neutrali sui Treasury, con l'imminente riorganizzazione della Fed che aggiunge complessità.
  • Credito:
    • L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
    • Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
    • Il posizionamento sul debito dei mercati emergenti è neutrale. I mercati emergenti si trovano ad affrontare un contesto difficile caratterizzato da rendimenti più elevati e una crescente volatilità, ma il dollaro statunitense ha smesso di rafforzarsi e i rendimenti reali sono interessanti. Optiamo quindi per adottare una posizione neutrale sia nei confronti del debito locale che dei titoli societari dei mercati emergenti.
  • Investimenti alternativi:
    • Restiamo ottimisti riguardo all'oro nel lungo periodo.
    • Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
  • Valute:
    • L'attuale regime di mercato favorisce le valute legate alle materie prime come i metalli preziosi e il petrolio. Pertanto, abbiamo posizioni lunghe su AUD, NOK e BRL.
    • Per l'Ungheria si prospetta una maggiore possibilità di instaurare relazioni migliori con l'UE, il che potrebbe portare a politiche più stabili e quindi a una significativa riduzione del rischio per gli investitori stranieri: questo ci ha indotto a detenere una posizione sul fiorino ungherese.
    • Manteniamo una sottoponderazione sul dollaro statunitense, pur avendola ridotta in modo significativo a fronte della rinnovata escalation geopolitica.
    • Manteniamo inoltre una posizione long sul JPY.

 

Il nostro posizionamento

La scorsa settimana i mercati globali hanno registrato un rialzo, ma le azioni hanno faticato a consolidare i recenti guadagni, poiché le notizie di natura geopolitica hanno nuovamente influenzato il sentiment. Le speranze di progressi verso un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran hanno sostenuto la propensione al rischio e spinto il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari al barile, ma le rinnovate tensioni nel corso della settimana hanno fatto risalire i prezzi del greggio e indotto gli investitori alla cautela. I risultati societari hanno continuato a rappresentare un importante fattore di sostegno, in particolare in alcuni segmenti del settore tecnologico e persino nell'ambito del software, anche se la leadership a livello più ampio si è rivelata meno convincente. Al momento manteniamo una posizione tatticamente neutrale sulle azioni. L'attuale cessate il fuoco rappresenta un importante primo passo, che consente ai mercati di rifiatare e alle iniziative diplomatiche di prendere forma. Restiamo preparati ad agire tempestivamente in entrambi gli scenari: un ulteriore allentamento delle tensioni o una ripresa del conflitto. Pur dando una possibilità alla pace, l'esito dei negoziati è di fatto binario. Per ciò che riguarda il reddito fisso, manteniamo una posizione neutrale sulla duration europea core e sulle obbligazioni globali in generale.

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