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Coffee Break

Una "ripresa senza occupazione" negli Stati Uniti?

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • Con una decisione unanime, la Reserve Bank of Australia ha aumentato il proprio tasso di riferimento al 3,85%, invertendo parzialmente uno dei cicli di allentamento più brevi e deboli dello scorso anno.
  • Nell'eurozona, l'inflazione misurata dal CPI di gennaio ha raggiunto l'1,7% su base annua, lasciando la BCE “in una buona posizione” che le consente di mantenere un approccio dipendente dai dati, riunione per riunione.
  • Negli Stati Uniti, a gennaio sono aumentati i tagli di posti di lavoro programmati, mentre anche i piani di assunzione sono apparsi stagnanti e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono aumentate a causa del freddo che ha colpito il paese.
  • I solidi utili delle aziende tecnologiche nascondono una tendenza più preoccupante: l'aumento delle previsioni relative alle spese in conto capitale, che dovrebbero raggiungere circa 650 miliardi di dollari nel 2026 per i nuovi data center e le nuove apparecchiature, aumenta l'incertezza sui rendimenti del capitale investito.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • Negli Stati Uniti, l'attenzione sarà rivolta al rapporto sull'occupazione, la cui pubblicazione era stata rinviata. Il consenso di mercato prevede la creazione di 70.000 posti di lavoro e un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%.
  • La pubblicazione posticipata del CPI statunitense e i rapporti sull'inflazione in Cina e in diversi paesi europei forniranno nuove indicazioni sull'andamento dei prezzi.
  • Sul fronte geopolitico, gli investitori seguiranno con attenzione i dibattiti dell'annuale Conferenza di Monaco sulla sicurezza.
  • La stagione degli utili del quarto trimestre includerà Cisco, Coca-Cola e Siemens.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Ripristino della visibilità. Il contesto macroeconomico, mentre ci addentriamo sempre più nel 2026, è nel complesso favorevole per gli asset rischiosi. La crescita rimane sostenuta negli Stati Uniti e in Europa, mentre l'inflazione sta convergendo verso il target, ovvero al di sotto del 2% nell'UE e del 3% negli USA. Non siamo in una fase di boom, ma in un contesto Goldilocks, in cui l'attività economica si mantiene stabile senza riaccendere le pressioni inflazionistiche.
  • Il gradualismo della Fed. Dopo i tagli consecutivi operati a settembre, ottobre e dicembre, la Federal Reserve sta entrando in una nuova fase di allentamento condizionato. Si sta delineando una divergenza tra le politiche monetarie, con la BCE “in una posizione favorevole” e la Banca del Giappone in fase di inasprimento - con quella che si configura come una normalizzazione più che come una minaccia.
  • Equilibrio regionale. L'Europa sta traendo vantaggio dal sostegno fiscale e da PMI resilienti, mentre la tregua commerciale della Cina con gli Stati Uniti prolunga i tempi per l'adeguamento. I mercati emergenti beneficiano di nuovi afflussi, carry elevato e un USD più debole. Questa divergenza, un tempo temuta, ora è segno di equilibrio.
  • Valutazioni elevate ma giustificate. Le azioni vengono scambiate a multipli elevati, trainate dal settore tecnologico statunitense, ma i bilanci sono solidi e la dinamica degli utili è positiva.

 

Rischi

  • Riorganizzazione della Fed. Un FOMC diviso potrebbero ritardare un ulteriore allentamento, con il rischio di una pausa nel sostegno alla liquidità. Esiste il rischio che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi, insieme all'inversione della tendenza al ribasso dei dati dello shutdown, possano portare ad alcuni aumenti dell'inflazione nei prossimi mesi.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
  • Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare. Inoltre, l'intervento statunitense in Venezuela ha dimostrato le attuali capacità militari e la volontà di intervento degli Stati Uniti.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una posizione costruttiva sui titoli azionari globali nel medio termine:
    • Il nostro posizionamento complessivo resta sovraponderato, a fronte dall'opinione positiva su tutte le regioni.
  • Allocazione regionale:
    • Stati Uniti: leggera sovraponderazione. La svolta accomodante della Fed osservata a settembre ha aperto la strada a un ulteriore allentamento monetario. La tecnologia statunitense resta una convinzione fondamentale in un contesto di crescita resiliente.
    • Giappone: leggera sovraponderazione. La visibilità sul fronte commerciale e la distensione sui dazi continuano a sostenere i settori ciclici. Le elezioni anticipate indette dalla premier Sanae Takaichi sono destinate a rafforzare la riforma strutturale e potrebbero rappresentare un passo importante verso l'eliminazione dello sconto sulle azioni giapponesi.
    • Europa: leggera sovraponderazione. Le economie e il settore corporate hanno dimostrato resilienza rispetto alle notizie sui dazi e alle più ampie incertezze geopolitiche, mentre la Germania si prepara a mettere in atto il proprio bilancio espansivo. La BCE mantiene invariato il tasso di interesse di riferimento al 2,0%, ma conserva una certa flessibilità per il 2026, dato che l'euro resta relativamente forte.
    • Mercati emergenti: leggera sovraponderazione. Le azioni dei mercati emergenti beneficiano della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina fino alla fine di ottobre, dell'indebolimento dell'USD e della maggiore visibilità commerciale, come dimostra il recente accordo tra Stati Uniti e India. Il debito dei mercati emergenti rimane leggermente sovraponderato, sostenuto da rendimenti interessanti e costi di finanziamento inferiori.
  • Allocazione fattoriale e settoriale:
    • Privilegiamo un approccio bilanciato con temi resilienti come la tecnologia, l'IA e la sanità, che continua a essere sostenuta poiché la maggior parte delle cattive notizie sembra ormai scontata nei prezzi.
    • Manteniamo l'esposizione ai titoli bancari, agli industriali europei oltre che alle small e mid cap tedesche e statunitensi, poiché riteniamo che possano ancora beneficiare dei bilanci espansivi e dei minori costi di finanziamento in un contesto di politica monetaria accomodante da parte della Fed.
  • Titoli di Stato:
    • Siamo costruttivi sulla duration dell'Europa core, dove la politica stabile della BCE e le basse aspettative di inflazione dovrebbero ancorare i rendimenti.
    • Restiamo neutrali sui Treasury, con l'imminente riorganizzazione della Fed che aggiunge complessità.
  • Credito:
    • Preferiamo il credito europeo investment grade, dove gli spread risultano interessanti rispetto al credito statunitense.
    • L'High Yield presenta un rapporto rischio/rendimento più limitato a causa della contrazione degli spread e dei bassi premi di rischio previsti.
    • Il debito dei mercati emergenti gode di una sovraponderazione a fronte di rendimenti interessanti, maggiore visibilità sul fronte commerciale e atteggiamento accomodante da parte della Fed.
  • Investimenti alternativi:
    • Nonostante un marcato aumento della volatilità, l'oro resta sovraponderato come copertura contro i rischi geopolitici, la volatilità dei tassi reali e un USD più debole, sostenuto dai forti acquisti delle banche centrali e dai flussi al dettaglio.
    • Manteniamo le allocazioni alle strategie alternative per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
  • Valute:
    • Le attese di un USD più debole si riflettono nelle valute correlate alla domanda strutturale di commodity e beni strumentali. In particolare, la preferenza per una posizione "long sui metalli di base e short sul petrolio" si concretizza in una visione positiva sul dollaro australiano rispetto a una negativa sul dollaro canadese e in una posizione tattica long sullo yen giapponese.
    • Manteniamo posizioni lunghe selettive sulle valute dei mercati emergenti con fondamentali solidi.

 

Il nostro posizionamento

All'inizio di febbraio si è registrato un aumento sostanziale della volatilità sui mercati azionari e dei metalli. D'altro canto, la volatilità delle obbligazioni si è stabilizzata dall'inizio dell'anno. La stagione degli utili è in pieno svolgimento e gli investitori sono sorpresi dai massicci piani di investimento delle Mag 7 nell'IA. Gli investitori continuano a nutrire preoccupazioni circa la sostenibilità del modello di business delle aziende produttrici di software, alla luce dei recenti progressi nel campo dell'IA. Inoltre, i dubbi sulla solidità del mercato del lavoro statunitense alimentano la crescente incertezza. Manteniamo la sovraponderazione sulle azioni, modificando leggermente la nostra allocazione regionale bilanciata con la riduzione di alcune posizioni negli Stati Uniti. Le esposizioni azionarie riflettono l'Europa per il valore e la ripresa, il Giappone per le riforme e i mercati emergenti per l'accesso efficiente in termini di costi ad IA, semiconduttori e commodity. I nostri temi chiave includono le strozzature nell'elettrificazione (che favoriscono in parte utility, infrastrutture e metalli) insieme alla sanità e alle biotecnologie per una crescita idiosincratica. Nel reddito fisso, la duration funge da garanzia per il portafoglio in un contesto di andamento divergente dei tassi, mentre il credito europeo e il debito dei mercati emergenti offrono selettivamente un carry interessante. Prevediamo un indebolimento del dollaro, restiamo costruttivi sui metalli e manteniamo un atteggiamento cauto sul petrolio.

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