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Coffee Break

L'attenzione si sposta sugli utili del quarto trimestre (o almeno dovrebbe)

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • Il presidente della Fed Powell ha rilasciato una sorprendente dichiarazione video in cui afferma che il Dipartimento di Giustizia ha notificato alla Fed dei mandati di comparizione che minacciano un'incriminazione penale nel tentativo di compromettere l'indipendenza della Fed.
  • La possibilità di nuove elezioni in Giappone ha sostenuto in modo significativo gli indici azionari regionali e indebolito lo yen, aumentando le probabilità di un intervento.
  • Sostenuta dalla forza delle utility, la produzione industriale statunitense è cresciuta dello 0,4% a dicembre, dopo un aumento rivisto al rialzo dello 0,4% a novembre, superando così lo 0,1% previsto dal consenso.
  • La pubblicazione del report sul PPI di ottobre e novembre, ritardata a causa dello shutdown governativo, ha mostrato come i prezzi alla produzione non abbiano subito lo stesso orientamento al ribasso che era evidente nel CPI di ottobre/novembre.
  • La stagione degli utili sta prendendo il via con risultati contrastanti tra le maggiori banche statunitensi, mentre i dati positivi sulla domanda di TSMC rinnovano l'interesse per la tematica dell'IA.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • Il focus di questa settimana sarà il meeting annuale del World Economic Forum a Davos, nel corso del quale sono previsti un discorso speciale del presidente degli Stati Uniti Trump e anche un intervento della presidente della BCE Lagarde.
  • I dati preliminari dei PMI di gennaio relativi a Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Germania, Francia ed eurozona forniranno una panoramica sulla crescita globale.
  • Altri dati importanti di cui è attesa la pubblicazione sono gli indicatori dell'inflazione negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone e in Canada.
  • La stagione degli utili del quarto trimestre negli Stati Uniti vedrà protagonisti, tra gli altri, Netflix, Johnson & Johnson, Procter & Gamble, General Electric e Intel.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Ripristino della visibilità. La nebbia si sta diradando. Con la fine dell'anno, i mercati globali stanno godendo di una migliore visibilità: crescita più solida del previsto, inflazione inferiore alle attese e politiche generalmente favorevoli. Dopo settimane caratterizzate da dati discontinui e un sentiment incerto, la fiducia sta tornando sui mercati grazie alla tenuta dell'attività e al calo della volatilità.
  • Il gradualismo della Fed. Dopo i tagli consecutivi operati a settembre, ottobre e dicembre, la Federal Reserve sta entrando in una nuova fase di allentamento condizionato. Si sta delineando una divergenza tra le politiche monetarie, con la BCE “in una posizione favorevole” e la Banca del Giappone in fase di inasprimento - con quella che si configura come una normalizzazione più che come una minaccia.
  • Miglioramento delle condizioni finanziarie. La liquidità è abbondante, il credito stabile e i rendimenti reali restano positivi ma gestibili. I dati sulla crescita attorno al 2% negli Stati Uniti e all'1% in Europa sostengono il nostro scenario di atterraggio morbido.
  • Equilibrio regionale. L'Europa sta traendo vantaggio dal sostegno fiscale e da PMI resilienti, mentre la tregua commerciale della Cina con gli Stati Uniti prolunga i tempi per l'adeguamento. I mercati emergenti beneficiano di nuovi afflussi, carry elevato e un dollaro più debole. Questa divergenza, un tempo temuta, ora è segno di equilibrio.
  • Valutazioni elevate ma giustificate. Le azioni vengono scambiate a multipli elevati, trainate dal settore tecnologico statunitense, ma i bilanci sono solidi e la dinamica degli utili è positiva.

 

Rischi

  • Esitazione della Fed. Un FOMC diviso potrebbero ritardare un ulteriore allentamento, con il rischio di un'inopportuna pausa nel sostegno alla liquidità. Esiste il rischio che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi, insieme all'inversione della tendenza al ribasso dei dati di novembre, possano portare ad alcuni aumenti dell'inflazione nei prossimi mesi.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
  • Politica europea. I rischi di coesione persistono, poiché la situazione della Francia rimane critica dal punto di vista fiscale e il rumore politico potrebbe pesare temporaneamente sul sentiment.
  • Frammentazione geopolitica La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare. Inoltre, l'intervento statunitense in Venezuela ha dimostrato le attuali capacità militari e la volontà di intervento degli Stati Uniti.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una posizione costruttiva sui titoli azionari globali nel medio termine:
    • Il nostro posizionamento complessivo resta sovraponderato, a fronte dall'opinione positiva su tutte le regioni.
  • Allocazione regionale:
    • Stati Uniti: leggera sovraponderazione. la svolta accomodante della Fed osservata a settembre ha aperto la strada a un ulteriore allentamento monetario. La tecnologia statunitense resta una convinzione fondamentale in un contesto di crescita resiliente.
    • Giappone: leggera sovraponderazione. la visibilità sul fronte commerciale e la distensione sui dazi continuano a sostenere i settori ciclici, in particolare gli esportatori. L'elezione di Sanae Takaichi simboleggia la riforma strutturale e la diversità nella leadership ed è quindi considerata un passo importante per eliminare lo sconto sui titoli azionari giapponesi.
    • Europa: leggera sovraponderazione. La distensione sul fronte dei dazi risulta favorevole e il bilancio espansivo della Germania è stato approvato. La BCE ha rivisto significativamente al rialzo le sue previsioni di crescita, mantenendo invariato il tasso di interesse di riferimento al 2,0%, ma conservando flessibilità per il 2026.
    • Mercati emergenti: leggera sovraponderazione. Le azioni dei mercati emergenti beneficiano della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina fino alla fine di ottobre (2026), dell'indebolimento dell'USD e della maggiore visibilità sul fronte del commercio. Il debito dei mercati emergenti rimane leggermente sovraponderato, sostenuto da rendimenti interessanti e costi di finanziamento inferiori.
  • Allocazione fattoriale e settoriale:
    • Privilegiamo un approccio bilanciato con temi resilienti come la tecnologia, l'IA e la sanità, che continua a essere sostenuta poiché la maggior parte delle cattive notizie sembra ormai scontata nei prezzi.
    • Manteniamo l'esposizione ai titoli bancari, agli industriali europei oltre che alle small e mid cap tedesche e statunitensi, poiché riteniamo che possano ancora beneficiare dei bilanci espansivi e dei minori costi di finanziamento in un contesto di politica monetaria accomodante da parte della Fed.
  • Titoli di Stato:
    • Siamo costruttivi sulla duration dell'Europa core, dove la politica stabile della BCE e le basse aspettative di inflazione ancorano i rendimenti.
    • Restiamo neutrali sui Treasury, con l'inflazione determinata dai dazi e la riorganizzazione della Fed che aggiungono complessità.
  • Credito:
    • Preferiamo il credito europeo investment grade, dove gli spread risultano interessanti rispetto al credito statunitense.
    • L'High Yield presenta un rapporto rischio/rendimento più limitato a causa della contrazione degli spread e dei bassi premi di rischio previsti.
    • Il debito dei mercati emergenti gode di una sovraponderazione a fronte di rendimenti interessanti, maggiore visibilità sul fronte commerciale e atteggiamento accomodante da parte della Fed.
  • Investimenti alternativi:
    • Dato il sostegno offerto dai forti acquisti delle banche centrali e dai flussi al dettaglio, conserviamo una sovraponderazione sull'oro come copertura contro i rischi geopolitici, la volatilità dei tassi reali e l'indebolimento dell'USD.
    • Riconosciamo che il dollaro statunitense resta un perno fondamentale per i mercati emergenti e i metalli preziosi.
    • Manteniamo le allocazioni alle strategie alternative per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
  • Valute:
    • Manteniamo una sottoponderazione sul dollaro USA, poiché l'allentamento monetario della Fed e le pressioni politiche pesano sulla valuta.
    • Preferiamo valute difensive come lo yen giapponese e manteniamo posizioni lunghe selettive in valute dei mercati emergenti con fondamentali solidi.

 

Il nostro posizionamento

La politica estera degli Stati Uniti continua a dominare il flusso di notizie, finora senza un impatto significativo sugli asset rischiosi. Tuttavia, la possibilità di nuove elezioni in Giappone sostiene in modo significativo gli indici regionali e indebolisce lo yen. Sul fronte dei dati, il mercato del lavoro statunitense mostra una certa ambiguità: si nota un miglioramento della disoccupazione, ma la creazione di nuovi posti di lavoro ha subito un rallentamento. La stagione degli utili sta prendendo il via con risultati contrastanti tra le maggiori banche statunitensi, mentre i dati positivi sulla domanda di TSMC rinnovano l'interesse per la tematica dell'IA. Manteniamo una sovraponderazione sulle azioni, con un'allocazione regionale equilibrata. L'esposizione azionaria favorisce lo slancio strutturale: la tecnologia statunitense per la leadership in termini di utili, l'Europa per il valore e la ripresa, il Giappone per le riforme e l'Asia per l'accesso efficiente in termini di costi all'IA e ai semiconduttori. I temi chiave includono le strozzature nell'elettrificazione (che favoriscono in parte utility, infrastrutture e metalli) insieme alla sanità e alle biotecnologie per una crescita idiosincratica. Nel reddito fisso, la duration funge da garanzia per il portafoglio in un contesto di andamento divergente dei tassi, mentre il credito europeo e il debito dei mercati emergenti offrono selettivamente un carry interessante. Prevediamo un indebolimento del dollaro, restiamo costruttivi sui metalli e manteniamo un atteggiamento cauto sul petrolio. I portafogli bilanciano la crescita strutturale con una selezione disciplinata tra le diverse asset class. 

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