La scorsa settimana in sintesi
- L'inflazione statunitense ha sorpreso al rialzo, spingendo i rendimenti dei Treasury ancora più in alto e rafforzando inizialmente le ragioni a favore di un altro aumento dei tassi da parte della Fed. Kevin Warsh ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni durante la riunione del FMI a Bangkok, mentre la Fed sta entrando nel periodo di silenzio stampa che precede la prossima decisione sui tassi.
- I consumatori statunitensi hanno dimostrato una certa resilienza, sebbene l'aumento dei costi del carburante abbia determinato in gran parte l'incremento della spesa al dettaglio.
- Gli utili delle banche statunitensi si sono rivelati nel complesso solidi, mentre i risultati record di TSMC hanno confermato che la domanda nel settore dell’IA resta forte. I titoli tecnologici hanno comunque continuato a registrare una forte volatilità a causa dei timori relativi ai finanziamenti tra i neocloud.
- Il FMI ha leggermente rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita globale, ma ha avvertito che l'elevato indebitamento, gli alti costi di finanziamento e le valutazioni esorbitanti nel settore dell'IA continuano a costituire rischi fondamentali.
- Il Brent si è mantenuto sopra i 105 dollari al barile e i prezzi europei del TTF hanno registrato un’impennata oltre gli 80 euro per MWh, poiché l’Iran e lo Stretto di Hormuz hanno continuato a imporre un consistente premio geopolitico sui mercati energetici.
Dati ed eventi di questa settimana
- Questa settimana la stagione degli utili entrerà nel vivo, con la pubblicazione dei risultati di Meta, Tesla, Netflix, Procter & Gamble e American Express.
- I PMI flash permetteranno di verificare se la crescita negli Stati Uniti, in Europa e in Asia sia in grado di resistere all’aumento dei tassi di interesse e dei costi energetici.
- L'inflazione nel Regno Unito, i tassi di interesse sui prestiti in Cina e i dati sul commercio giapponese forniranno un quadro più chiaro delle prospettive globali in materia di politica economica e valute.
- Il petrolio e i rendimenti continuano a essere i principali fattori trainanti del mercato e ogni eventuale escalation geopolitica rischia di riportare pressioni sull’inflazione e sulle valutazioni azionarie.
Convinzioni di investimento
Scenario di base
- Leggera sovraponderazione sulle azioni. Conserviamo una leggera sovraponderazione sui titoli azionari statunitensi, pur mantenendo la nostra preferenza per il Giappone e i mercati emergenti.
- Le condizioni macro sono solide. Negli Stati Uniti, investimenti e consumi sostengono la crescita, mentre la ripresa in Europa continua a dipendere in misura maggiore dalla spesa pubblica. Prezzi dell'energia più bassi fornirebbero un ulteriore sostegno.
- Stagione degli utili del terzo trimestre in corso. Le revisioni al rialzo confermano il nostro orientamento positivo. I risultati del terzo trimestre e le previsioni devono ora confermare le aspettative di profitto, nonostante l'aumento dei costi di finanziamento. L'attenzione sarà concentrata principalmente sugli investimenti in conto capitale degli hyperscaler.
- Un ulteriore inasprimento, seppur limitato. I rendimenti di mercato più elevati stanno già inasprendo le condizioni di finanziamento, lasciando così alla Fed un margine di manovra per fare una pausa, dato che l’inflazione sottostante sta diventando meno preoccupante.
Rischi
- Frammentazione geopolitica. La radicata rivalità tra Stati Uniti e Cina e le rinnovate tensioni commerciali potrebbero compromettere le catene di approvvigionamento, gli investimenti e i margini delle imprese.
- Pressione persistente a livello energetico. Una crisi prolungata legata all’Iran potrebbe mantenere elevati i costi energetici, frenare la domanda e richiedere una stretta monetaria più marcata del previsto.
- Credibilità fiscale. Un'intensa attività di emissione e l'incertezza politica potrebbero far aumentare i rendimenti e gli spread sovrani, inasprendo le condizioni di finanziamento senza che ciò comporti una crescita più solida.
- Delusione nei confronti degli utili. Le aspettative elevate e una leadership concentrata rendono i titoli azionari vulnerabili a previsioni più deboli, in particolare tra le società tecnologiche che trainano la revisione al rialzo degli utili.
Strategia cross-asset
- Manteniamo una leggera sovraponderazione sulle azioni, come nel caso dei titoli azionari statunitensi, pur mantenendo la nostra preferenza per il Giappone e i mercati emergenti.
- Allocazione regionale:
- Leggera sovraponderazione sugli Stati Uniti. La crescita resiliente e al solida dinamica degli utili prevista fino al prossimo anno stanno sostenendo i mercati azionari.
- Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una Banca del Giappone relativamente prudente creano un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Inoltre, i suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
- Posizione neutrale sull'Europa. La composizione settoriale sembra meno esposta ai temi dominanti del mercato, ma la regione potrebbe trarre vantaggio da un calo dei prezzi dell'energia qualora le tensioni in Medio Oriente dovessero attenuarsi.
- Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo, seppur volatile. La valutazione è interessante e mostra uno sconto significativo rispetto ai mercati sviluppati.
- Allocazione fattoriale e settoriale:
- Privilegiamo tematiche che traggono vantaggio da cicli di investimento a lungo termine.
- Restiamo costruttivi sul settore sanitario e manteniamo un’esposizione ad alcuni titoli industriali, che beneficiano di bilanci espansivi.
- Titoli di Stato:
- Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha determinato una revisione dei prezzi dovuta all'inflazione. Di conseguenza, le aspettative relative alla BCE si sono consolidate in un aumento dei tassi. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono ancora di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.
- Credito:
- Nonostante il recente ampliamento, gli spread nel segmento Investment Grade europeo restano insufficienti a creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica rimane elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
- Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta, il che giustifica il recente ampliamento degli spread. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
- Manteniamo una visione positiva sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, i rendimenti attuali superiori al 7% rappresentano un carry interessante per questa posizione volta alla diversificazione del reddito.
- Investimenti alternativi:
- Conserviamo un atteggiamento costruttivo sull'oro.
- Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
- Valute:
- L'attuale contesto di mercato favorisce le valute legate alle commodity. Pertanto, disponiamo di posizioni lunghe sull'AUD.
- Le dinamiche elettorali favoriscono il BRL, pertanto abbiamo un atteggiamento positivo nei confronti della valuta.
- Manteniamo una posizione lunga sul JPY.
Il nostro posizionamento
Dato che l’attività globale continua a mostrare solidità, il nostro orientamento resta positivo, con una leggera sovraponderazione sulle azioni di Stati Uniti, mercati emergenti e Giappone. Nel reddito fisso, prendiamo atto del forte aggiustamento registrato dai titoli di Stato globali, determinato in gran parte dall’aumento dei rendimenti reali e dai crescenti costi di finanziamento. L'aumento dei tassi crea un contesto più difficile. Privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio restano limitati nonostante la recente rivalutazione. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese come strumento di copertura (che resta storicamente estremamente sottovalutato), alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come l'AUD. Manteniamo inoltre una posizione lunga sul BRL, che trae vantaggio dalle dinamiche elettorali brasiliane. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.