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Business professionals discussing investment strategy and market insights in a corporate office environment

Coffee Break

Il rialzo è servito

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • Il mercato del lavoro statunitense ha registrato un andamento migliore del previsto, con un rapido aumento degli occupati ad agosto che ha portato la probabilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed a settembre oltre il 50%, mentre il Canada ha perso inaspettatamente 42.000 posti di lavoro.
  • Il dibattito all’interno della Fed è diventato meno netto, con il governatore Waller che ha messo in stretta relazione i dati di settembre con quelli del CPI di agosto, in una posizione in qualche modo in contrasto con la precedente insistenza del presidente Warsh sul fatto che l’inflazione non stesse rallentando in modo significativo e che la Fed avesse ancora del lavoro da fare.
  • Nel resto del mondo, si è rafforzata la tendenza al rialzo dei tassi, con il Chief Economist della BoE Pill che ne ha invocato un tempestivo aumento, l’inflazione svizzera che ha sorpreso al rialzo e la RBNZ che ha varato un secondo aumento consecutivo di 25 pb.
  • Le tensioni geopolitiche si sono nuovamente inasprite, poiché i nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran e il blocco navale hanno continuato a limitare i flussi di petrolio nel Golfo Persico e a mantenere il Brent sopra i 90 dollari al barile.
  • Sono riemerse anche le tensioni commerciali, con la riunione dei ministri delle finanze del G20 che si è conclusa con un aspro scontro tra Stati Uniti e Cina sulle pratiche commerciali.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • La BCE sarà al centro dell’attenzione in Europa, a fronte di un aumento dei tassi di 25 pb ampiamente previsto, che accrescerà ulteriormente il divario con la politica monetaria della Fed.
  • Negli Stati Uniti, gli investitori si concentreranno sul CPI di agosto, ovvero il dato chiave della settimana con la Fed già in fase di silenzio stampa.
  • La BOJ continuerà a essere sotto i riflettori, dopo che le dichiarazioni aggressive di Ueda e Takata e un rialzo dello yen superiore al 2% hanno alimentato le aspettative di ulteriori aumenti dei tassi.
  • I rischi geopolitici rimarranno un fattore chiave per l'andamento dei mercati, con i conflitti in Iran e in Ucraina che continueranno a pesare sui prezzi dell'energia e sul sentiment di rischio globale.
  • Sul fronte aziendale, l’attenzione sarà rivolta agli utili di Oracle, mentre l’evento “Surprise and Shine” di Apple metterà in primo piano la gamma iPhone 18 e il tanto atteso modello pieghevole, nel primo grande lancio sotto la guida del nuovo CEO John Ternus.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Posizionamento di leggero sovrappeso sulle azioni: Continuiamo a mantenere un orientamento positivo nei confronti dei titoli azionari mondiali.
  • Le condizioni macroeconomiche sono destinate a migliorare, ma restano fragili. Le condizioni macroeconomiche sono favorevoli negli Stati Uniti e, in caso di calo dei prezzi dell'energia, potrebbero migliorare ulteriormente nel resto del mondo. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che hanno svolto un ruolo di primo piano. Tuttavia, le continue tensioni in Iran rappresentano un rischio per il nostro scenario.
  • Una politica attiva del Tesoro statunitense. Al di là della reazione immediata dei mercati, questa mossa alimenta il malcontento nei confronti di un Tesoro sempre più interventista e, più in generale, del mix di politiche statunitensi.
  • Divergenza delle politiche monetarie a livello globale. La Fed mantiene per il momento i tassi invariati, mentre la BCE sta gestendo le aspettative di inflazione, lasciando intendere possibili ulteriori aumenti dei tassi. Infine, la Banca del Giappone continua a perseguire una politica restrittiva

Rischi

  • Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare.
  • Tensioni in corso in Iran. Una risoluzione è fondamentale affinché il nostro scenario di base possa reggere. Nel frattempo, la situazione in Iran resta molto fragile e volatile.
  • Il dilemma della Fed. Un’economia resiliente e le divisioni all’interno del FOMC potrebbero portare a una stretta monetaria Kevin Warsh dovrà creare un nuovo consenso politico.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una leggera sovraponderazione sulle azioni con una preferenza per i mercati emergenti e il Giappone, mentre manteniamo una posizione neutrale sugli Stati Uniti e sull’Europa.

Allocazione regionale:

  • Posizione neutrale sugli Stati Uniti. Questa posizione riflette il nostro orientamento neutrale nei confronti del settore tecnologico statunitense, poiché le esposizioni sensibili al comparto della tecnologia rappresentano circa la metà del peso complessivo dell'intero mercato statunitense.
  • Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una Banca del Giappone relativamente prudente creano un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Inoltre, i suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
  • Posizione neutrale sull'Europa. La regione potrebbe trarre vantaggio da un calo dei prezzi dell’energia qualora le tensioni in Medio Oriente dovessero attenuarsi, ma la composizione settoriale sembra meno esposta alle dinamiche dominanti del mercato. La spesa pubblica in Germania sta iniziando a entrare nel vivo.
  • Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo, seppur volatile. La valutazione appare interessante, con il P/E relativo a 12 mesi dell'indice MSCI Emerging Markets che presenta uno sconto significativo rispetto all'indice MSCI World.

Allocazione fattoriale e settoriale:

  • Privilegiamo tematiche che traggono vantaggio da cicli di investimento a lungo termine.
  • Continuiamo a guardare con ottimismo al settore sanitario e manteniamo l'esposizione alle mid-cap e ad alcuni titoli industriali di USA e UE, poiché risultano protetti dalle politiche di bilancio espansive e dalle misure di deregolamentazione previste.

Titoli di Stato:

  • Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha determinato una revisione dei prezzi dovuta all'inflazione. Di conseguenza, le aspettative relative alla BCE si sono consolidate in un aumento dei tassi. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.

Credito:

  • L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
  • Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
  • Manteniamo una visione positiva sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio da un'eventuale nuova debolezza del dollaro statunitense. Inoltre, l'attuale Yield-to-Maturity pari a circa il 7% rappresenta un carry interessante per questa posizione di diversificazione del reddito.

Investimenti alternativi:

  • Conserviamo un atteggiamento costruttivo sull'oro poiché il metallo prezioso ha registrato un forte rimbalzo dall'importante soglia di 4.000 dollari l'oncia dalla fine di luglio.
  • Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.

Valute:

  • L'attuale contesto di mercato favorisce le valute legate alle commodity. Pertanto, disponiamo di posizioni lunghe sull'AUD.
  • Manteniamo una leggera sottoponderazione sul dollaro statunitense e una posizione lunga sullo yen.

Il nostro posizionamento

La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha invertito la tendenza all’allentamento delle tensioni geopolitiche registrata la settimana precedente e ha fatto salire i prezzi dell’energia. All'inizio della settimana, i mercati hanno dovuto inoltre fare i conti con il tono più aggressivo emerso a Jackson Hole e con i solidi dati sull'occupazione. Dato che l’attività globale continua a mostrare resilienza, il nostro orientamento resta positivo, con una leggera sovraponderazione sulle azioni dei mercati emergenti e del Giappone. Nel complesso, il contesto macroeconomico rimane favorevole, consentendo ai leader del mercato di ampliare il proprio vantaggio. Nel reddito fisso, privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio rimangono limitati. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese come strumento di copertura (che resta storicamente estremamente sottovalutato rispetto al dollaro statunitense), alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come l'AUD. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.

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