La scorsa settimana in sintesi
- I dati sull'occupazione negli Stati Uniti relativi al mese di luglio hanno deluso le aspettative, registrando un calo di 23.000 posti di lavoro, che vanno ulteriormente a ridurre il dato delle revisioni al ribasso dei due mesi precedenti (-103.000), facendo così perdere credibilità alle aspettative di un aumento dei tassi da parte della Fed. Da notare che a luglio il Canada ha registrato un aumento sorprendentemente consistente dei posti di lavoro (+75.000), con conseguente discesa del tasso di disoccupazione al 6,4%, il minimo degli ultimi due anni.
- I dati relativi all'indice PMI globale si sono rivelati leggermente superiori alle aspettative, a conferma della resilienza dell'economia mondiale.
- Sul fronte delle banche centrali, Banxico ha deciso all’unanimità di mantenere i tassi al 6,50%, ponendo fine al ciclo di allentamento monetario durato due anni, mentre il Copom brasiliano ha tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli al 14%, senza fornire indicazioni prospettiche.
- Sul fronte geopolitico, secondo quanto riferito, l’Iran e l’Oman avrebbero raggiunto un accordo di massima sulle coordinate geografiche del corridoio di navigazione nello stretto di Hormuz, sebbene la dichiarazione congiunta definitiva sia ancora in fase di negoziazione.
- Nel settore delle materie prime, il rame ha superato la soglia dei 14.000 dollari USA per tonnellata e si è avvicinato al suo massimo storico grazie all’accumulo di scorte negli Stati Uniti e alla forte domanda cinese, mentre l’oro si è avviato verso il rialzo settimanale più consistente da gennaio.
Dati ed eventi di questa settimana
- Il rapporto sull’inflazione negli Stati Uniti sarà al centro dell’attenzione: l’inflazione al consumo rimane ben al di sopra dell’obiettivo della Fed e il potere d’acquisto delle famiglie si sta gradualmente erodendo, un aspetto politico importante in vista delle elezioni di metà mandato di quest’anno.
- L'attenzione dei consumatori si concentrerà sui dati macroeconomici, con la pubblicazione delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti e dell'indagine preliminare sulla fiducia dei consumatori.
- Gli investitori continueranno a seguire con attenzione la stagione degli utili, con Tencent, Cisco e Applied Materials sotto i riflettori.
- Per quanto riguarda le decisioni delle banche centrali, gli occhi saranno puntati su Australia e Norvegia.
Convinzioni di investimento
Scenario di base
- Leggera sovraponderazione sulle azioni. Posizionamento di leggero sovrappeso sulle azioni: Continuiamo a mantenere un orientamento positivo nei confronti dei titoli azionari mondiali.
- Le condizioni macroeconomiche sono destinate a migliorare, ma restano fragili. Le condizioni macroeconomiche sono già favorevoli negli Stati Uniti e, in caso di calo dei prezzi dell'energia, potrebbero migliorare nel resto del mondo. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che svolgono un ruolo più importante dei consumi. Tuttavia, le rinnovate tensioni in Iran rappresentano un rischio per il nostro scenario. Una rapida risoluzione è fondamentale affinché il nostro scenario di base possa reggere.
- Attenzione rivolta agli utili. I mercati stanno tornando a concentrare l'attenzione sulla stagione delle trimestrali, dato che la crescita degli utili societari e le revisioni degli investimenti in conto capitale da parte degli hyperscaler restano i fattori trainanti più importanti in questo inizio del 2026.
- Divergenza delle politiche monetarie. La Fed mantiene i tassi invariati, mentre la BCE sta gestendo le aspettative di inflazione, lasciando intendere possibili ulteriori aumenti dei tassi. Infine, la Banca del Giappone e la Reserve Bank of Australia mantengono una politica restrittiva, pur adottando un approccio graduale.
Rischi
- Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare. Nel frattempo, la situazione in Iran resta molto fragile e volatile.
- Il dilemma della Fed. Un'economia solida e un FOMC diviso potrebbero ritardare un allentamento, con il rischio di una pausa nel sostegno alla liquidità. Kevin Warsh dovrà creare un nuovo consenso politico.
- Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
Strategia cross-asset
- Siamo leggermente sovrappesati sulle azioni con una preferenza per i mercati emergenti e il Giappone, mentre manteniamo una posizione neutrale sugli Stati Uniti e sull’Europa.
Allocazione regionale:
- Posizione neutrale sugli Stati Uniti. Questa posizione riflette il nostro orientamento neutrale nei confronti del settore tecnologico statunitense, poiché le esposizioni sensibili al comparto della tecnologia rappresentano circa la metà del peso complessivo del mercato statunitense nel suo complesso.
- Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una Banca del Giappone relativamente prudente creano un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Inoltre, i suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
- Posizione neutrale sull'Europa. La regione potrebbe trarre vantaggio dall'allentamento dei prezzi dell'energia, ma la composizione settoriale sembra meno esposta alle dinamiche dominanti del mercato. La spesa pubblica in Germania sta iniziando a entrare nel vivo.
- Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo, seppur volatile. La valutazione appare interessante, con il P/E relativo a 12 mesi dell'indice MSCI Emerging Markets che presenta uno sconto significativo rispetto all'indice MSCI World.
Allocazione fattoriale e settoriale:
- Privilegiamo le tematiche che traggono vantaggio dai cicli di investimento a lungo termine, sia nel campo dell'IA che della spesa pubblica.
- Continuiamo a guardare con ottimismo al settore sanitario e manteniamo l'esposizione alle mid-cap e ai titoli industriali di USA e UE, poiché risultano in qualche modo protetti grazie alle politiche di bilancio espansive e alle misure di deregolamentazione previste.
Titoli di Stato:
- Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha determinato una revisione dei prezzi dovuta all'inflazione. Di conseguenza, le aspettative di allentamento monetario da parte della BCE, di attualità dall’inizio dell’anno, si sono trasformate in previsioni di incremento dei tassi. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.
- Manteniamo una posizione lievemente short sui Treasury statunitensi. Le solide dinamiche di crescita, gli investimenti in infrastrutture per l'IA e la spinta inflazionistica, insieme alle preoccupazioni relative al deficit di bilancio e alla credibilità della Fed, esercitano una pressione al rialzo sui tassi statunitensi.
Credito:
- L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
- Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
- Manteniamo una visione positiva sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio da un'eventuale nuova debolezza del dollaro statunitense. Inoltre, l'attuale Yield-to-Maturity pari a circa il 7% rappresenta un carry interessante per questa posizione di diversificazione del reddito.
Investimenti alternativi:
- Restiamo ottimisti riguardo all'oro nel lungo periodo, poiché l'importante livello di resistenza a 4.000 USD l’oncia sembra reggere.
- Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
Valute:
- L'attuale regime di mercato favorisce le valute legate alle materie prime come i metalli preziosi e il petrolio. Pertanto, abbiamo posizioni lunghe su AUD e NOK.
- Per l'Ungheria si prospetta una maggiore possibilità di instaurare relazioni migliori con l'UE, il che potrebbe portare a politiche più stabili e quindi a una significativa riduzione del rischio per gli investitori stranieri: questo ci ha indotto a detenere una posizione sul fiorino ungherese.
- Manteniamo una leggera sottoponderazione sul dollaro statunitense, pur avendola ridotta in modo significativo a fronte della rinnovata escalation geopolitica.
- Manteniamo inoltre una posizione long sul JPY.
Il nostro posizionamento
La propensione al rischio ha registrato una forte ripresa nella prima settimana di agosto, con i mercati azionari statunitensi ed europei nuovamente a livelli record grazie all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente, al leggero calo dei prezzi del petrolio e a risultati finanziari nel complesso solidi, che hanno incoraggiato gli investitori a tornare a puntare su asset di crescita e ciclici. Il rialzo è stato generalizzato, anche se i titoli legati all’IA sono rimasti volatili, dato che gli investitori hanno continuato a fare la differenza tra una forte domanda sottostante e valutazioni elevate. Il nostro orientamento rimane positivo, con un leggero sovrappeso sui titoli azionari dei mercati emergenti e giapponesi. Nel complesso, il contesto macroeconomico rimane favorevole, consentendo alle azioni leader del mercato di ampliare il proprio vantaggio.
Nel reddito fisso, privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio rimangono limitati. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese come strumento di copertura, che resta storicamente estremamente sottovalutato rispetto al dollaro statunitense, alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come AUD e NOK. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.