La scorsa settimana in sintesi
- La reazione dei mercati dopo le elezioni generali giapponesi è stata un altro voto di fiducia per la premier Sanae Takaichi: rendimenti in fase di stabilizzazione, rafforzamento dello yen e sovraperformance dei titoli azionari regionali.
- Sul fronte dei dati, abbiamo osservato risultati contrastanti negli Stati Uniti, con segnali di rallentamento dei consumi, occupazione solida e inflazione moderata, senza ripercussioni dei dazi sui prezzi al consumo.
- Gli investitori hanno seguito con attenzione le discussioni geopolitiche alla Conferenza annuale di Monaco sulla sicurezza.
- Le autorità indonesiane hanno ordinato una riduzione della produzione nella più grande miniera di nichel al mondo per rilanciare i prezzi della sua principale materia prima da esportazione.
Dati ed eventi di questa settimana
- Questa settimana vede una rara coincidenza di tre importanti periodi festivi (il Capodanno lunare, il Ramadan e l'inizio della Quaresima), grazie al breve allineamento dei calendari lunari e stagionali. I mercati potrebbero non coordinarsi in modo così ordinato.
- L'inflazione sarà al centro dell'attenzione degli investitori con la pubblicazione del PCE negli Stati Uniti e del CPI nel Regno Unito, in Canada e in Giappone.
- Tra i dati economici rilevanti figureranno i PMI flash globali relativi al mese in corso.
- La stagione degli utili del quarto trimestre includerà Walmart, Nestlé e BHP.
Convinzioni di investimento
Scenario di base
- Contesto macro favorevole. Le condizioni macroeconomiche restano favorevoli, ma nell'attuale contesto non rappresentano più il motore dominante della leadership di mercato. La crescita degli Stati Uniti continua a basarsi sulla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli relativi all'intelligenza artificiale) che svolgono un ruolo più importante rispetto ai consumi.
- Il gradualismo della Fed. La Federal Reserve sta entrando in una nuova fase di allentamento condizionato. Si sta delineando una divergenza tra le politiche monetarie, con la BCE “in una posizione favorevole” e la Banca del Giappone in fase di inasprimento - con quella che si configura come una normalizzazione più che come una minaccia.
- Mercati fuori sincrono. Regioni, settori e valute non si muovono più all'unisono. Gli indici equiponderati divergono dai benchmark ponderati per capitalizzazione di mercato. L'hardware sovraperforma il software. L'esposizione ai semiconduttori asiatici si comporta in modo diverso rispetto ai titoli delle piattaforme statunitensi. Le valute dei mercati emergenti si rafforzano nonostante i tassi statunitensi rimangano elevati.
Rischi
- Riorganizzazione della Fed. Un FOMC diviso potrebbero ritardare un ulteriore allentamento, con il rischio di una pausa nel sostegno alla liquidità. Esiste il rischio che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi, insieme all'inversione della tendenza al ribasso dei dati dello shutdown, possano portare ad alcuni aumenti dell'inflazione nei prossimi mesi.
- Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
- Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare. Inoltre, l'intervento statunitense in Venezuela ha dimostrato le attuali capacità militari e la volontà di intervento degli Stati Uniti.
Strategia cross-asset
- Manteniamo una posizione costruttiva sui titoli azionari globali nel medio termine:
- Il nostro posizionamento complessivo resta sovraponderato, a fronte dall'opinione positiva su tutte le regioni.
- Allocazione regionale:
- Stati Uniti: leggera sovraponderazione. Leadership tecnologica e nell'IA.
- Giappone: leggera sovraponderazione. La riforma e la spesa fiscale dopo le elezioni lampo fungono da sostegno.
- Europa: leggera sovraponderazione. Resilienza alle notizie sui dazi e alle più ampie incertezze geopolitiche, mentre viene implementato il bilancio espansivo della Germania.
- Mercati emergenti: leggera sovraponderazione. Esposizione all'IA a basso costo, USD debole. Elezioni imminenti e sostegno alle materie prime dall'America Latina. Tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina e ulteriore distensione nelle relazioni commerciali (Stati Uniti-India).
- Allocazione fattoriale e settoriale:
- Rimaniamo ottimisti sia per il settore tecnologico che per quello sanitario.
- Manteniamo l'esposizione agli industriali europei oltre che alle small e mid cap tedesche e statunitensi, poiché beneficiano di bilanci espansivi, minori costi di finanziamento e piani di deregolamentazione.
- Titoli di Stato:
- Siamo costruttivi sulla duration dell'Europa core, dove la politica stabile della BCE e le basse aspettative di inflazione dovrebbero ancorare i rendimenti.
- Restiamo neutrali sui Treasury, con l'imminente riorganizzazione della Fed che aggiunge complessità.
- Credito:
- Manteniamo una visione positiva sul credito Investment Grade europeo rispetto al credito Investment Grade statunitense e all'High Yield.
- Il debito dei mercati emergenti gode di una sovraponderazione a fronte di rendimenti interessanti, maggiore visibilità sul fronte commerciale e atteggiamento accomodante da parte della Fed.
- Investimenti alternativi:
- Nonostante un marcato aumento della volatilità, l'oro resta una convinzione chiave come copertura contro i rischi geopolitici, la volatilità dei tassi reali e un USD più debole, sostenuto dai forti acquisti delle banche centrali e dai flussi degli investitori. Siamo più cauti sull'argento.
- Manteniamo le allocazioni alle strategie alternative per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
- Valute:
- Le attese di un USD più debole si riflettono nelle valute correlate alla domanda strutturale di commodity e beni strumentali. In particolare, la preferenza per una posizione "long sui metalli di base e short sul petrolio" si concretizza in una visione positiva sull'AUD rispetto a una negativa sul CAD. Manteniamo inoltre una posizione long sul JPY.
- Manteniamo posizioni lunghe selettive sulle valute dei mercati emergenti con fondamentali solidi.
Il nostro posizionamento
Gli indici azionari hanno registrato fluttuazioni, sostenuti da utili resilienti e aspettative di allentamento delle politiche monetarie, ma i guadagni sono svaniti a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici a grande capitalizzazione e dei persistenti timori relativi alle valutazioni elevate. Fra le materie prime, i metalli preziosi hanno consolidato la posizione dopo il recente rafforzamento. Sul fronte economico osserviamo dati contrastanti negli Stati Uniti, tra cui segnali di raffreddamento dei consumi, un rapporto sull'occupazione migliore del previsto e un aumento dell'inflazione dei prezzi al consumo più lento rispetto alle previsioni. Manteniamo la sovraponderazione sulle azioni, modificando leggermente la nostra allocazione regionale bilanciata con un leggero aumento dei mercati emergenti. Le esposizioni azionarie riflettono l'Europa per il valore e la ripresa, il Giappone per le riforme e i mercati emergenti per l'accesso efficiente in termini di costi ad IA, semiconduttori e commodity. I nostri temi chiave includono le strozzature nell'elettrificazione (che favoriscono in parte utility, infrastrutture e metalli) insieme alla sanità e alle biotecnologie per una crescita idiosincratica. Nel reddito fisso, la duration funge da garanzia per il portafoglio in un contesto di andamento divergente dei tassi, mentre il credito europeo e il debito dei mercati emergenti offrono selettivamente un carry interessante. Prevediamo un indebolimento dell'USD, restiamo costruttivi sui metalli e manteniamo un atteggiamento cauto sul petrolio.