La scorsa settimana in sintesi
- Il tema macroeconomico della settimana è stato rappresentato da una serie di quattro dati statunitensi deludenti (CPI, PPI, vendite al dettaglio e sentiment dei consumatori), che hanno rafforzato le aspettative di una pausa da parte della Fed a settembre e spinto i titoli azionari verso nuovi massimi storici, mentre l'Iran è rimasto il principale rischio geopolitico.
- In questo contesto, l'oro ha registrato un leggero calo dopo il forte rialzo osservato dall’inizio di agosto.
- Le tensioni nello Stretto di Hormuz si sono intensificate quando Washington ha minacciato di esercitare una pressione economica senza precedenti sull'Iran e di imporre un blocco navale a tempo indeterminato, mentre l’Agenzia Internazionale per l'Energia ha avvertito che l’interruzione delle forniture sta aggravando la contrazione della domanda globale di petrolio.
- Secondo quanto riferito, il governo giapponese sarebbe favorevole a un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone nel breve termine, poiché la debolezza dello yen e l’inflazione persistente stanno allineando sempre più le priorità fiscali e monetarie.
- L'offerta di UniCredit per Commerzbank ha superato un ostacolo normativo fondamentale dopo aver ottenuto l'approvazione della BaFin.
Dati ed eventi di questa settimana
- La crescita globale sarà al centro dell’attenzione, con i PMI flash di venerdì che forniranno un quadro aggiornato sull’andamento dell’economia negli Stati Uniti, nell’eurozona e nel Regno Unito, integrati dai dati sull’attività economica cinese relativi al mese di luglio.
- Nel Regno Unito, i dati sull’inflazione e sul mercato del lavoro saranno analizzati con attenzione alla ricerca di indizi sulla prossima mossa della BoE, mentre la persistente inflazione nel settore dei servizi resta la preoccupazione principale.
- Sul fronte delle banche centrali, i verbali del FOMC forniranno ulteriori indicazioni sulla funzione di reazione della Fed a seguito della recente serie di dati statunitensi in calo, mentre la Riksbank renderà nota la sua ultima decisione di politica monetaria.
- Altrove, i dati sul PIL e sull’inflazione del Giappone metteranno alla prova l'ipotesi di un aumento dei tassi da parte della BOJ nel breve termine, mentre le dichiarazioni della Presidente della BCE Lagarde e del Chief Economist Lane forniranno indicazioni sulle prospettive di politica monetaria per settembre.
- L'attenzione resta concentrata sugli utili societari, con Walmart, Home Depot, Analog Devices e Alibaba che forniranno ulteriori indicazioni sui consumatori statunitensi, sulla domanda di tecnologia e sull'economia cinese
Convinzioni di investimento
Scenario di base
- Posizionamento di leggero sovrappeso sulle azioni: Continuiamo a mantenere un orientamento positivo nei confronti dei titoli azionari mondiali.
- Le condizioni macroeconomiche sono destinate a migliorare, ma restano fragili. Le condizioni macroeconomiche sono favorevoli negli Stati Uniti e, in caso di calo dei prezzi dell'energia, potrebbero migliorare nel resto del mondo. La crescita statunitense ha continuato a dipendere dalla domanda interna privata, con gli investimenti (in particolare quelli legati all'IA) che svolgono un ruolo più importante dei consumi. Tuttavia, le rinnovate tensioni in Iran rappresentano un rischio per il nostro scenario. Una rapida risoluzione è fondamentale affinché il nostro scenario di base possa reggere.
- Attenzione rivolta agli utili. I mercati sono tornati a concentrare l'attenzione sulla stagione delle trimestrali, dato che la crescita degli utili societari e le revisioni degli investimenti in conto capitale da parte degli hyperscaler restano i fattori trainanti più importanti nel 2026.
- Divergenza delle politiche monetarie. La Fed mantiene i tassi invariati, mentre la BCE sta gestendo le stime di inflazione, lasciando intendere possibili futuri aumenti dei tassi. Infine, la BOJ e la Reserve Bank of Australia mantengono una politica restrittiva, pur adottando un approccio graduale.
Rischi
- Frammentazione geopolitica. La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare. Nel frattempo, la situazione in Iran resta molto fragile e volatile.
- Il dilemma della Fed. Un'economia solida e un FOMC diviso potrebbero ritardare un allentamento, con il rischio di una pausa nel sostegno alla liquidità. Kevin Warsh dovrà creare un nuovo consenso politico.
- Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
Strategia cross-asset
- Conserviamo una leggera sovraponderazione sulle azioni con una preferenza per i mercati emergenti e il Giappone, mantenendo una posizione neutrale sugli Stati Uniti e sull'Europa.
- Allocazione regionale:
- Posizione neutrale sugli Stati Uniti. Questa posizione riflette il nostro orientamento neutrale nei confronti del settore tecnologico statunitense, poiché le esposizioni sensibili al comparto della tecnologia rappresentano circa la metà del peso complessivo dell'intero mercato statunitense.
- Leggera sovraponderazione sul Giappone. Le iniziative di sostegno del governo e una Banca del Giappone relativamente prudente creano un contesto favorevole per gli asset rischiosi. Inoltre, i suoi marchi leader a livello mondiale nei settori della robotica, dell’automazione di fabbrica e delle attrezzature industriali dovrebbero consentire al mercato di trarre vantaggio dalla prossima fase di crescita della produttività trainata dall’IA.
- Posizione neutrale sull'Europa. La regione potrebbe trarre vantaggio dall'allentamento dei prezzi dell'energia, ma la composizione settoriale sembra meno esposta alle dinamiche dominanti del mercato. La spesa pubblica in Germania sta iniziando a entrare nel vivo.
- Leggera sovraponderazione sui mercati emergenti. È opportuno adottare un approccio selettivo all'interno della regione, ma l'importante esposizione complessiva al settore tecnologico rappresenta un fattore positivo, seppur volatile. La valutazione appare interessante, con il P/E relativo a 12 mesi dell'indice MSCI Emerging Markets che presenta uno sconto significativo rispetto all'indice MSCI World.
- Allocazione fattoriale e settoriale:
- Privilegiamo le tematiche che traggono vantaggio dai cicli di investimento a lungo termine, sia nel campo dell'IA che della spesa pubblica.
- Continuiamo a guardare con ottimismo al settore sanitario e manteniamo l'esposizione alle mid-cap e ai titoli industriali di USA e UE, poiché risultano in qualche modo protetti dalle politiche di bilancio espansive e dalle misure di deregolamentazione previste.
- Titoli di Stato:
- Manteniamo un orientamento long in termini di duration sui titoli di Stato europei core. La guerra in Iran ha determinato una revisione dei prezzi dovuta all'inflazione. Di conseguenza, le aspettative di allentamento monetario da parte della BCE, di cui si parlava dall’inizio dell’anno, si sono trasformate in previsioni di incremento dei tassi. Ci concentriamo su titoli di Stato europei di alta qualità con rating AAA, che godono di credibilità sia dal punto di vista fiscale che da parte della banca centrale.
- Manteniamo una posizione lievemente short sui Treasury statunitensi. Le solide dinamiche di crescita, gli investimenti in infrastrutture per l'IA e la spinta inflazionistica, insieme alle preoccupazioni relative al deficit di bilancio e alla credibilità della Fed, esercitano una pressione al rialzo sui tassi statunitensi.
- Credito:
- L'ampliamento degli spread nel segmento Investment Grade europeo è stato molto limitato, non in grado di creare un'opportunità di valutazione su ampia scala, mentre l'incertezza macroeconomica resta elevata. I fondamentali del segmento Investment Grade rimangono solidi, ma la sensibilità all'aumento dei tassi giustifica un posizionamento neutrale. Per il momento, preferiamo mantenere un approccio selettivo piuttosto che una sovraponderazione.
- Manteniamo una posizione neutrale sul credito Investment Grade sia negli Stati Uniti che in Europa. I dati tecnici del segmento High Yield stanno peggiorando in un contesto caratterizzato da deflussi e aumento dell'offerta. La nostra posizione è quindi neutrale nei confronti dell'High Yield europeo e negativa nei confronti di quello statunitense.
- Manteniamo una visione positiva sul debito dei mercati emergenti, in particolare quello sovrano in valuta locale, poiché si sta nuovamente affermando la tendenza alla contrazione degli spread e vi è un certo margine per un'ulteriore compressione in futuro. Inoltre, le valute dei mercati emergenti sembrano essere nella posizione migliore per trarre vantaggio da un'eventuale nuova debolezza del dollaro statunitense. Inoltre, l'attuale Yield-to-Maturity pari a circa il 7% rappresenta un carry interessante per questa posizione di diversificazione del reddito.
- Investimenti alternativi:
- Conserviamo un atteggiamento costruttivo sull'oro poiché il metallo prezioso ha registrato un forte rimbalzo dall'importante soglia di 4.000 dollari l'oncia dall'inizio del mese.
- Deteniamo metalli preziosi e strategici, investimenti alternativi e strategie market-neutral per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
- Valute:
- L'attuale regime di mercato favorisce le valute legate alle materie prime come i metalli preziosi e il petrolio. Pertanto, abbiamo posizioni lunghe su AUD e NOK.
- Per l'Ungheria si prospetta una maggiore possibilità di instaurare relazioni migliori con l'UE, il che potrebbe portare a politiche più stabili e quindi a una significativa riduzione del rischio per gli investitori stranieri: questo ci ha indotto a detenere una posizione sul fiorino ungherese.
- Manteniamo una leggera sottoponderazione sul dollaro statunitense, pur avendola ridotta in modo significativo a fronte della rinnovata escalation geopolitica.
- Manteniamo inoltre una posizione long sul JPY.
Il nostro posizionamento
I mercati hanno tratto conforto da una serie di quattro dati statunitensi inferiori alle attese (CPI, PPI, vendite al dettaglio e sentiment dei consumatori), che hanno rafforzato le aspettative di una pausa da parte della Fed a settembre e hanno contribuito a spingere i titoli azionari verso nuovi massimi. In questo contesto, l’oro ha ceduto parte dei forti guadagni registrati dall’inizio di agosto. I rischi geopolitici sono rimasti tuttavia al centro dell’attenzione, poiché le tensioni nello Stretto di Hormuz si sono intensificate, con Washington che ha aumentato la pressione sull’Iran e l’AIE che ha lanciato l’allarme su un aggravarsi della contrazione della domanda globale di petrolio. Il nostro orientamento resta costruttivo, con una leggera sovraponderazione sui titoli azionari dei mercati emergenti e giapponesi. Nel complesso, il contesto macroeconomico rimane favorevole, consentendo ai leader del mercato di ampliare il proprio vantaggio. Nel reddito fisso, privilegiamo il debito dei mercati emergenti e siamo ottimisti riguardo alla duration dei titoli europei core di qualità elevata. Nel credito, preferiamo i titoli europei Investment Grade rispetto a quelli High Yield, dove i premi di rischio rimangono limitati. Continuiamo a privilegiare lo yen giapponese come strumento di copertura, che resta storicamente estremamente sottovalutato rispetto al dollaro statunitense, alcune valute dei mercati emergenti e manteniamo valute legate alle commodity, come AUD e NOK. Infine, l'oro, i metalli strategici e le strategie alternative continuano a svolgere un ruolo importante nella diversificazione in un contesto caratterizzato da limitazioni dell'offerta, divergenze politiche e volatilità dei tassi reali.