Messaggio importante: attenzione alle truffe di impersonificazione

Attualmente stanno circolando messaggi e annunci fraudolenti su piattaforme di messaggistica, tra cui WhatsApp, che si spacciano per i suoi professionisti degli investimenti e il marchio Candriam. Si prega di notare che Candriam non offre mai raccomandazioni di investimento né fornisce consulenza finanziaria tramite canali social o piattaforme di messaggistica.

Coffee Break

Ci siamo

Coffee Break:
  • Settimana

La scorsa settimana in sintesi

  • L'ultima serie di dati pubblicati negli Stati Uniti ha mostrato che l'occupazione e le vendite al dettaglio hanno tenuto meglio del previsto.
  • L'inflazione statunitense di novembre è risultata inferiore alle aspettative, ma il dato era chiaramente orientato al ribasso e mal rilevato a causa dello shutdown governativo.
  • A seguito di una votazione unanime, la BOJ ha annunciato il previsto aumento del tasso di riferimento dallo "0,5% circa" allo "0,75% circa".
  • In Europa, la Banca d'Inghilterra ha tagliato il tasso di riferimento portandolo al 3,75%, mentre la BCE ha mantenuto il tasso sui depositi al 2,0%.
  • I PMI flash di dicembre negli Stati Uniti e nell'eurozona sono risultati leggermente inferiori alle attese, mentre il PMI britannico ha registrato un miglioramento grazie all'attenuarsi delle incertezze relative al bilancio.

 

Dati ed eventi di questa settimana

  • Durante le festività natalizie i dati pubblicati saranno pochi, poiché le celebrazioni di Natale e Capodanno in tutto il mondo rallentano solitamente l'attività dei mercati finanziari.
  • Gli investitori terranno d'occhio le stime preliminari di dicembre sull'inflazione dei prezzi al consumo nell'eurozona, che saranno pubblicate alla fine dell'anno.
  • Negli Stati Uniti, le pubblicazioni più rilevanti nelle prossime due settimane includeranno le vendite al dettaglio, la fiducia dei consumatori e i dati sugli alloggi.

 

Convinzioni di investimento

Scenario di base

  • Ripristino della visibilità. La nebbia si sta diradando. Con la fine dell'anno, i mercati globali stanno godendo di una migliore visibilità: crescita più solida del previsto, inflazione inferiore alle attese e politiche generalmente favorevoli. Dopo settimane caratterizzate da dati discontinui e un sentiment incerto, la fiducia sta tornando sui mercati grazie alla tenuta dell'attività e al calo della volatilità.
  • Il gradualismo della Fed. Dopo i tagli consecutivi operati a settembre, ottobre e dicembre, la Federal Reserve sta entrando in una nuova fase di allentamento condizionato. Si sta delineando una divergenza tra le politiche monetarie, con la BCE “in una posizione favorevole” e la Banca del Giappone in fase di inasprimento - con quella che si configura come una normalizzazione più che come una minaccia.
  • Miglioramento delle condizioni finanziarie. La liquidità è abbondante, il credito stabile e i rendimenti reali restano positivi ma gestibili. I dati sulla crescita attorno al 2% negli Stati Uniti e all'1% in Europa sostengono il nostro scenario di atterraggio morbido.
  • Equilibrio regionale. L'Europa sta traendo vantaggio dal sostegno fiscale e dal miglioramento dei PMI in territorio espansivo, mentre la tregua commerciale della Cina con gli Stati Uniti prolunga i tempi per l'adeguamento. I mercati emergenti beneficiano di nuovi afflussi, carry elevato e un dollaro più debole. Questa divergenza, un tempo temuta, ora è segno di equilibrio.
  • Valutazioni elevate ma giustificate. Le azioni vengono scambiate a multipli elevati, trainate dal settore tecnologico statunitense, ma i bilanci sono solidi e la dinamica degli utili è positiva.

 

Rischi

  • Esitazione della Fed. Un FOMC diviso potrebbero ritardare un ulteriore allentamento, con il rischio di un'inopportuna pausa nel sostegno alla liquidità. Esiste il rischio che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi, insieme all'inversione della tendenza al ribasso dei dati di novembre, possano portare ad alcuni aumenti dell'inflazione nei prossimi mesi.
  • Credibilità fiscale. L'aumento delle emissioni e il rumore politico potrebbero mettere alla prova la fiducia del mercato obbligazionario e innescare volatilità nei rendimenti.
  • Politica europea. I rischi di coesione persistono, poiché la situazione della Francia rimane critica dal punto di vista fiscale e il rumore politico potrebbe pesare temporaneamente sul sentiment.
  • Frammentazione geopolitica La rivalità tra Stati Uniti e Cina resta ben radicata, mentre i modelli di approvvigionamento energetico e del commercio globale continuano a mutare.

 

Strategia cross-asset

  • Manteniamo una posizione costruttiva sui titoli azionari globali nel medio termine:
    • Il nostro posizionamento complessivo resta sovraponderato, a fronte dall'opinione positiva su tutte le regioni.
  • Allocazione regionale:
    • Stati Uniti: leggera sovraponderazione. la svolta accomodante della Fed osservata a settembre ha aperto la strada a un ulteriore allentamento monetario. La tecnologia statunitense resta una convinzione fondamentale in un contesto di crescita resiliente.
    • Giappone: leggera sovraponderazione. la visibilità sul fronte commerciale e la distensione sui dazi continuano a sostenere i settori ciclici, in particolare gli esportatori. L'elezione di Sanae Takaichi simboleggia la riforma strutturale e la diversità nella leadership ed è quindi considerata un passo importante per eliminare lo sconto sui titoli azionari giapponesi.
    • Europa: leggera sovraponderazione. La distensione sul fronte dei dazi risulta favorevole e il bilancio espansivo della Germania è stato approvato. La BCE ha rivisto significativamente al rialzo le sue previsioni di crescita, mantenendo invariato il tasso di interesse di riferimento al 2,0%, ma conservando flessibilità per il 2026.
    • Mercati emergenti: leggera sovraponderazione. le azioni dei mercati emergenti beneficiano della tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina fino al prossimo anno, dell'indebolimento dell'USD e della maggiore visibilità sul fronte del commercio. Il debito dei mercati emergenti rimane leggermente sovrappesato, sostenuto da rendimenti interessanti e costi di finanziamento inferiori.
  • Allocazione fattoriale e settoriale:
    • Privilegiamo un approccio bilanciato con temi resilienti come la tecnologia, l'IA e la sanità, che continua a essere sostenuta poiché la maggior parte delle cattive notizie sembra ormai scontata nei prezzi.
    • Manteniamo l'esposizione agli industriali europei oltre che alle small e mid cap tedesche e statunitensi, poiché riteniamo che possano ancora beneficiare dei bilanci espansivi e dei minori costi di finanziamento in un contesto di politica monetaria accomodante da parte della Fed.
  • Titoli di Stato:
    • Siamo costruttivi sulla duration dell'Europa core, dove la politica stabile della BCE e le basse aspettative di inflazione ancorano i rendimenti.
    • Restiamo neutrali sui Treasury, con l'inflazione determinata dai dazi e la riorganizzazione della Fed che aggiungono complessità.
  • Credito:
    • Preferiamo il credito europeo investment grade, dove gli spread risultano interessanti rispetto al credito statunitense.
    • L'High Yield presenta un rapporto rischio/rendimento più limitato a causa della contrazione degli spread e dei bassi premi di rischio previsti.
    • Il debito dei mercati emergenti gode di una sovraponderazione a fronte di rendimenti interessanti, maggiore visibilità sul fronte commerciale e atteggiamento accomodante da parte della Fed.
  • Investimenti alternativi:
    • Dato il sostegno offerto dai forti acquisti delle banche centrali e dai flussi al dettaglio, conserviamo una sovraponderazione sull'oro come copertura contro i rischi geopolitici, la volatilità dei tassi reali e l'indebolimento dell'USD. Abbiamo realizzato alcuni profitti dopo il rialzo delle ultime settimane.
    • Riconosciamo che il dollaro statunitense resta un perno fondamentale per i mercati emergenti e i metalli preziosi.
    • Manteniamo le allocazioni alle strategie alternative per garantire la stabilità e la diversificazione del portafoglio.
  • Valute:
    • Manteniamo una sottoponderazione sul dollaro USA, poiché l'allentamento monetario della Fed e le pressioni politiche pesano sulla valuta.
    • Preferiamo valute difensive come lo yen giapponese e manteniamo posizioni lunghe selettive in valute dei mercati emergenti con fondamentali solidi.

 

Il nostro posizionamento

L'ultima serie di dati pubblicati negli Stati Uniti ha mostrato che l'occupazione e le vendite al dettaglio hanno tenuto meglio del previsto, mentre l'inflazione di novembre è risultata inferiore alle aspettative. Il dato sull'inflazione era chiaramente orientato al ribasso e mal rilevato a causa dello shutdown governativo. Guardando al futuro, esiste il rischio che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi (che finora non hanno avuto un impatto significativo sui prezzi al consumo), uniti all'inversione di questi orientamenti al ribasso, possano portare ad alcuni aumenti dell'inflazione nei prossimi mesi. Per altro, le decisioni prese questa settimana dalle banche centrali in Europa e in Asia hanno continuato a irripidire le curve dei rendimenti globali. Manteniamo una sovraponderazione sulle azioni, con un'allocazione regionale equilibrata e un'attenzione particolare all'Europa e ai mercati emergenti, dove il recupero ciclico incontra il sostegno strutturale. Negli Stati Uniti abbiamo incrementato le posizioni nelle small e mid cap e rafforzato i finanziari. Privilegiamo temi globali resilienti come tecnologia e lA e la sanità e consideriamo le società tedesche a media capitalizzazione e gli industriali europei come un catch-up trade trainato dalla politica fiscale. Nel reddito fisso, continuiamo a privilegiare il debito dei mercati emergenti (sostenuto da rendimenti interessanti, sgravi tariffari e flussi in miglioramento) e rimaniamo ottimisti sulla duration dell'Europa core, preferendo l'Investment Grade europeo rispetto all'High Yield.

Ricerca rapida

Ottenere informazioni più velocemente con un solo clic

Ricevi approfondimenti direttamente nella tua casella di posta elettronica