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- Prospettive del CIO – A un mese dall'inizio del conflitto. La resilienza dei mercati nasconde un'inflazione persistente, rischi legati all'offerta e una crescente necessità di selettività negli investimenti.
- Prospettive macro – Tensioni nello stretto di Hormuz e potenziali ricadute economiche. Oltre al petrolio, attraverso lo stretto transitano anche numerosi materiali industriali. È probabile che le persistenti perturbazioni si ripercuotano sulle catene di fornitura
- Azioni – Guardare oltre i titoli dei giornali per concentrarsi sulle convinzioni a lungo termine. Le aspettative sugli utili hanno registrato una ripresa grazie allo slancio proveniente da settori quali l'energia, i materiali e la tecnologia.
Analizziamo in dettaglio il settore tecnologico, l'impatto dell'IA e i motivi per cui riteniamo che questo contesto richieda una maggiore selettività.
- Azioni dei mercati emergenti – Vincitori e vinti
Le azioni dei mercati emergenti sembrano essere giunte a un punto di svolta, date le aspettative di un indebolimento del dollaro statunitense e di un partner commerciale più affidabile da parte della Cina.
Analizziamo quali opportunità questa prospettiva possa offrire alle azioni dei mercati emergenti.
I nostri relatori
Leggi il riassunto del webinar “Explore”
Punti chiave nella sezione Domande e risposte
Perché "de-escalation” è la parola chiave per i mercati in questo momento?
Nonostante la guerra in Iran, i mercati continuano a oscillare in prossimità dei massimi, con indici azionari e spread creditizi che segnalano una propensione al rischio. Allo stesso tempo, i tassi di interesse a lungo termine restano elevati a causa delle aspettative di aumento dell’inflazione. Questo mix (attivi rischiosi forti, tassi elevati) dimostra che gli investitori prevedono una de-escalation e ripercussioni economiche gestibili, anche se i compromessi politici che le banche centrali e i governi devono affrontare diventano sempre più complessi.
Perché lo Stretto di Hormuz conta così tanto?
Circa il 20% del petrolio globale e del gas naturale liquefatto scorre attraverso lo Stretto. L'arresto del traffico delle navi cisterna ha fatto salire i prezzi spot del petrolio e sollevato preoccupazioni per il GNL, con il Qatar che ha invocato la forza maggiore su parte della propria capacità. Oltre all'energia, lungo questa rotta transitano materie prime quali nafta, elio (per i semiconduttori), zolfo (per i fertilizzanti) e altri materiali industriali. Una perturbazione prolungata avrebbe ripercussioni su tutte le catene di approvvigionamento, compresi i combustibili per l'aviazione e quelli per le navi, e potrebbe rallentare il trasporto di merci dall'Asia verso l'Europa e gli Stati Uniti.
Perché restiamo costruttivi sull’IA e sull’ecosistema tecnologico in generale?
Gli hyperscaler (Meta, Microsoft, Alphabet, Amazon) stanno impegnando budget di investimento di entità eccezionale, che si riversano lungo tutta la catena di approvvigionamento dell'IA. La dinamica degli utili delle principali aziende “enabler” (ad es. quelle del settore delle memorie avanzate e dei semiconduttori) ha registrato un'accelerazione. Ma soprattutto, la monetizzazione sta migliorando: gli sviluppatori di modelli di LLM come Anthropic e OpenAI stanno iniziando a trasformare l'utilizzo in ricavi significativi. L'adozione dell'IA nelle aziende è ancora agli inizi: solo una piccola percentuale di imprese ha integrato l'IA in tutte le proprie attività operative, il che lascia un ampio margine di crescita.
Perché siamo sempre più ottimisti riguardo alle azioni dei mercati emergenti?
A giocare a favore di questa prospettiva sono l'indebolimento strutturale del dollaro statunitense nel medio termine, il crescente ricorso a valute diverse dal dollaro negli scambi commerciali e il ruolo della Cina come partner commerciale. Le valutazioni restano interessanti rispetto ai mercati sviluppati e gli afflussi nei mercati emergenti sono in ripresa. L'importanza strategica dell'energia e la competitività delle rinnovabili a prezzi del petrolio più elevati rappresentano ulteriori fattori favorevoli per alcuni segmenti dei mercati emergenti.
Come siamo posizionati oggi nel reddito fisso e nel credito?
Riteniamo che vi sia l'opportunità di aumentare la duration del portafoglio, dato che i rendimenti sul segmento a lungo termine sono prossimi ai massimi pluriennali, ma restiamo cauti riguardo alla tempistica, alla luce dei rischi legati all'inflazione e alle politiche monetarie nel breve termine. Sul fronte del credito, preferiamo l’investment grade (che è sostenuto da fondamentali solidi e condizioni di emissione interessanti), mentre restiamo prudenti nei confronti dell’high yield. Soprattutto in Europa, l’IG di alta qualità offre rendimenti intorno al 4-5%, garantendo un carry interessante con un rischio ciclico gestibile
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