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Migliore momentum a fronte di una distensione sul fronte geopolitico

Titoli azionari europei: nonostante l'incertezza macro, molte società hanno pubblicato risultati per il primo trimestre resilienti

Le azioni europee hanno segnato un rimbalzo dall'ultimo Comitato azionario del 10 marzo, grazie a una significativa distensione sul fronte geopolitico, determinata da un cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran all'inizio di aprile. Questo sviluppo ha contribuito a stabilizzare i prezzi del petrolio, che si erano impennati a marzo, attenuando la minaccia immediata di uno shock stagflazionistico per le economie europee dipendenti dall'energia. Inoltre, nonostante l'incertezza macro, molte società europee hanno pubblicato risultati per il primo trimestre resilienti.

 

Nessuna chiara dispersione di performance tra ciclici e difensivi

Dall'ultimo comitato, non si è osservata alcuna chiara dispersione di performance tra i settori ciclici e quelli difensivi. Riguardo ai settori difensivi, l'energia ha continuato a primeggiare, beneficiando ancora dei maggiori prezzi del petrolio prima del cessate il fuoco temporaneo all'inizio di aprile. Anche i servizi di pubblica utilità si sono comportati bene nel periodo, mentre la sanità si è mantenuta stabile e i beni di prima necessità sono rimasti in territorio negativo a causa dell'incertezza macro.

In merito ai settori ciclici, i materiali e i finanziari si sono notevolmente ripresi, mentre gli industriali hanno chiuso sostanzialmente stabili. Al contrario, i beni di consumo discrezionali e l'immobiliare hanno continuato a perdere terreno nel periodo, nonostante un rimbalzo all'inizio di aprile.

Infine, il settore IT è migliorato dall'ultimo comitato, trainato ancora dai semiconduttori (in particolare ASML), mentre il segmento dei software si è confermato sotto pressione sulla scia dei timori legati alla rivoluzione dell'IA (con SAP tra i peggiori tra le large cap).

 

Aspettative di utili e multipli di valutazione in rialzo

Gli EPS europei dovrebbero ora crescere del +14,2% nel 2026 (rispetto al +11,7% dello scorso mese). I beni di consumo discrezionali sono di gran lunga il settore con la crescita prevista più elevata (+149%) grazie a positivi effetti di base, seguiti da energia (+27,5%) e materiali (+25%). L'immobiliare è il settore con la crescita degli EPS attesa più contenuta, sebbene ora in territorio positivo (+2,6%)[1].

Anche i multipli di valutazione europei sono aumentati, con il P/E forward a 12 mesi ora a 15,3x (in ascesa dal precedente 14,9x). I settori più costosi sono sempre IT e industriali (rispettivamente 28,2x e 22,0x), mentre finanziari ed energia sono i più economici (rispettivamente 10,6x e 11,6x).[2]

 

Diverse modifiche ai rating settoriali europei

Il 19 marzo 2026 abbiamo apportato diverse modifiche ai nostri rating settoriali europei:

  • Beni di consumo durevoli (livello 2) e beni di consumo discrezionali (livello 1): declassamento da +1 a 0. LVMH (35% dei beni di consumo durevoli) ha espresso cautela riguardo alla crescita del primo trimestre, che sarà negativa, nonostante basi di confronto più favorevoli. Inoltre, l'attuale contesto caratterizzato da un probabile aumento dell'inflazione è negativo per la spesa discrezionale, con il conflitto in Medio Oriente che sembra protrarsi. Pertanto, al momento preferiamo essere neutrali. Nel settore, privilegiamo un approccio più difensivo e favoriamo Hermes.
  • Metalli e minerario (livello 2): declassamento da +1 a 0. Data la scarsa visibilità sull'attuale contesto di mercato, abbiamo ridotto l'esposizione a questo segmento.

Durante il Comitato di questo mese, sono state apportate ulteriori modifiche ai rating settoriali europei:

  • Semiconduttori (livello 2), hardware e attrezzature (livello 2) e tecnologia (livello 1): upgrade da neutrale a +1. I semiconduttori e gli hardware e attrezzature continuano a beneficiare di una domanda robusta trainata dall'espansione dell'IA e dei data center. Le valutazioni non sono convenienti ma sono sempre sostenute da un forte slancio degli utili e da una visibilità in miglioramento. Dopo questi interventi, i rating sono in linea con quelli statunitensi. Sia le società statunitensi che quelle europee traggono vantaggio dalle stesse dinamiche.
  • Servizi di telecomunicazione (livello 2) e servizi di comunicazione (livello 1): upgrade da neutrale a +1. L'Europa sta mostrando una crescente apertura al consolidamento del settore, che dovrebbe favorire nel tempo un contesto di prezzi più razionale. Le sinergie e il miglioramento della leva operativa dovrebbero sostenere gli utili e i flussi di cassa.
  • Automobilistico (livello 2): declassamento da neutrale a -1, sulla scia dei downgrade in corso nell'intero settore. Il settore automobilistico resta altamente ciclico ed è esposto a un contesto macroeconomico sempre più debole. Inoltre, i produttori europei continuano ad affrontare sfide strutturali, tra cui la mancanza di competitività e un ritardo nella transizione verso i veicoli elettrici rispetto agli operatori cinesi. Di conseguenza, i rischi restano orientati al ribasso.

 

Titoli azionari statunitensi: gestire la volatilità sullo sfondo dell'incertezza geopolitica

Da marzo fino all'inizio di aprile, le azioni statunitensi sono state esposte a una crescente volatilità, poiché l'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i persistenti timori inflazionistici hanno alimentato l'incertezza sui tassi di interesse. L'aumento dei prezzi energetici ha esercitato ulteriori pressioni sulle prospettive macroeconomiche, rafforzando un tono più cauto del mercato. Nel frattempo, la stagione degli utili per il primo trimestre è stata inaugurata dai finanziari, mentre i primi risultati pubblicati dalle large cap tecnologiche si sono rivelati particolarmente solidi, confermando la resilienza della domanda legata all'IA.

 

Mutevoli dinamiche di mercato

Il mercato azionario statunitense è alle prese con un contesto più impegnativo e complesso, poiché la resilienza osservata negli ultimi trimestri è messa sempre più alla prova da una combinazione di tensioni geopolitiche e relativa incertezza macroeconomica. L'escalation del conflitto in Medio Oriente è diventata un fattore chiave del sentiment di mercato, attraverso in particolare il suo impatto sui prezzi energetici. L'ascesa dei prezzi del petrolio sta rafforzando i timori inflazionistici, che a loro volta rendono incerto il percorso dei tassi della Federal Reserve. Sebbene l'attività economica si confermi piuttosto resiliente, gli indicatori prospettici suggeriscono una graduale moderazione, con condizioni finanziarie più restrittive e la normalizzazione del mercato del lavoro che pesano sulle prospettive.

In merito agli stili, le recenti dinamiche di mercato indicano una persistente preferenza per i titoli value rispetto a quelli growth. Dall'inizio dell'anno, il segmento value ha sovraperformato l'omologo growth. Ciò riflette un contesto macroeconomico più cauto, in cui gli investitori tendono a preferire segmenti meno sensibili ai tassi di interesse e con una maggiore visibilità sugli utili.

In termini di capitalizzazione di mercato, la performance si è ampliata. Dall'inizio di marzo le small cap hanno sovraperformato sia le mid cap che le large cap. Gli investitori stanno tornando a interessarsi in modo selettivo a segmenti di mercato più orientati al mercato interno e ciclici.

A livello settoriale, nelle ultime settimane i ciclici hanno evidenziato una netta ripresa. I materiali e gli industriali hanno trainato il rimbalzo, sostenuti da livelli di attività e dinamiche delle commodity resilienti. Anche i finanziari hanno partecipato al rialzo, sebbene in misura più moderata. Per contro, i settori difensivi hanno offerto performance più eterogenee. L'energia ha logicamente continuato a sovraperformare, sostenuta dal contesto geopolitico e dai prezzi energetici più elevati. I beni di prima necessità e la sanità figurano tra i fanalini di coda. Quanto all'information technology, il caso di investimento strutturale rimane intatto e nelle scorse settimane il settore ha sovraperformato. La domanda legata alle infrastrutture di IA continua a sospingere sia le società di hardware che quelle di semiconduttori. È inoltre importante sottolineare che l'inizio della stagione degli utili ha confermato i solidi risultati delle large cap tecnologiche, rafforzando il loro ruolo centrale nella performance del mercato.

 

Un ottimo inizio della stagione degli utili

Nonostante le revisioni leggermente negative appena prima che iniziasse la stagione degli utili per il primo trimestre, il contesto degli utili sembra rimanere favorevole. La stagione per il primo trimestre è cominciata bene (anche se siamo ancora alle battute iniziali). I finanziari hanno dato il via al ciclo di pubblicazioni con risultati solidi e anche i principali operatori tecnologici hanno finora comunicato dati robusti, confermando la forte domanda nell'ecosistema globale dell'IA.

Le aspettative sulla crescita degli utili forward per il mercato statunitense restano elevate, con un'espansione degli utili forward a 12 mesi pari al 18%. L'information technology continua a essere il driver principale, con una crescita degli utili attesa intorno al 34% nei prossimi dodici mesi.[3]

Le valutazioni delle azioni statunitensi sono diminuite rispetto all'inizio dell'anno. Attualmente vengono scambiate a circa 20 volte gli utili forward a 12 mesi, un livello ancora superiore alle medie storiche ma sostenuto da un forte momentum degli utili.[4]

 

Modifiche all'allocazione settoriale: industriali e servizi di pubblica utilità

Nel mese abbiamo apportato due modifiche all'allocazione settoriale statunitense.

  • Industriali: abbiamo declassato gli industriali statunitensi da +1 a neutrale. Sebbene il settore continui a beneficiare di potenti trend strutturali, quali la domanda di data center trainata dall'IA e l'elettrificazione, la recente brillante performance suggerisce che una parte significativa di queste pregevoli prospettive sia già riflessa nelle valutazioni. Inoltre, il settore mantiene un'ampia esposizione ciclica, che potrebbe essere penalizzata in un contesto macroeconomico più debole. Date le revisioni negative emerse prima della stagione degli utili e le valutazioni ancora superiori alla media, è giustificato un approccio più prudente.
  • Servizi di pubblica utilità: abbiamo rivisto al rialzo i servizi di pubblica utilità da neutrale a +1. Il settore beneficia di una forte visibilità sulla crescita della domanda, sostenuta da fattori strutturali quali l'elettrificazione e l'aumento dei consumi energetici legati all'IA. Nei prossimi dodici mesi gli utili dovrebbero crescere nella fascia bassa dei valori a due cifre, mentre le valutazioni restano ragionevoli. Dopo un periodo di sottoperformance, il settore ha recentemente iniziato a sovraperformare, rafforzando le ragioni a favore di un posizionamento più costruttivo.

Tutte le altre visioni settoriali sono rimaste invariate, con un posizionamento positivo confermato su sanità e information technology nonché una posizione neutrale sui restanti settori.

 

Titoli azionari emergenti: correzione generalizzata in seguito all'escalation delle tensioni in Medio Oriente

A marzo le azioni dei mercati emergenti hanno subito una correzione generalizzata. Questa inversione di tendenza è stata determinata in misura preponderante dagli sviluppi geopolitici, poiché l'escalation delle tensioni in Medio Oriente ha innescato un'impennata dell'avversione al rischio a livello globale e una rapida revisione delle aspettative macroeconomiche.

L'ascesa del rischio geopolitico si è tradotta direttamente in una maggiore volatilità, con il sentiment degli investitori che è diventato sempre più sensibile alle mutevoli notizie relative al conflitto. I timori per la sicurezza energetica sono emersi come tema centrale. Questa dinamica ha contribuito a un sell-off massiccio delle azioni asiatiche, che hanno nettamente sottoperformato altre regioni dei mercati emergenti. Al contrario, l'America Latina ha sovraperformato, grazie al suo ruolo di esportatore netto di energia. Il brusco aumento dei prezzi del petrolio ha rappresentato un significativo vantaggio in termini di scambi commerciali per diverse economie. Viceversa, gli importatori di commodity e i mercati che presentano saldi con l'estero più deboli hanno risentito di pressioni più significative, aggravate dal deprezzamento valutario e da condizioni finanziarie più restrittive.

Nonostante il forte calo del mercato, le aspettative sugli utili sottostanti sono rimaste relativamente stabili, fornendo un importante sostegno per i fondamentali a medio termine. Le stime di consensus sugli utili per il 2026 e il 2027 sono rimaste sostanzialmente invariate nel corso del mese, con una resilienza riconducibile principalmente al settore tecnologico in Asia e a un vigore selettivo in America Latina. Tuttavia, nelle economie importatrici di energia sono emersi i primi segnali di revisioni al ribasso, che riflettono il potenziale di compressione dei margini e di indebolimento della domanda interna qualora dovessero persistere gli elevati prezzi energetici.

Tra le commodity, a parte un deciso rialzo del greggio Brent, i metalli sono diminuiti sullo sfondo di un apprezzamento del dollaro USA. I rendimenti statunitensi hanno concluso il mese al 4,31%.

 

Outlook e driver

Il contesto geopolitico è rimasto instabile, evidenziando quanto rapidamente possa cambiare il sentiment quando riemergono le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz. Il precedente annuncio di un cessate il fuoco temporaneo tra Stati Uniti e Iran aveva migliorato le prospettive a breve termine, alleviando i timori di un'interruzione dei flussi energetici e provocando una brusca correzione dei prezzi del petrolio. Tale sviluppo ha sostenuto la propensione al rischio e creato un contesto più favorevole per gli asset dei mercati emergenti. Tuttavia, il recente ritorno delle tensioni dimostra che questo miglioramento rimane fragile e che i mercati sono ancora molto sensibili alle notizie geopolitiche.

Gli investitori dei mercati emergenti devono quindi adottare un approccio prudente e disciplinato. Una maggiore volatilità dei prezzi del petrolio potrebbe esercitare nuove pressioni sulle economie importatrici di petrolio, soprattutto in alcune parti dell'Asia, dove i saldi con l'estero e le dinamiche inflazionistiche restano sensibili ai costi energetici. Al contempo, l'America Latina continua a beneficiare del proprio ruolo di esportatore netto di commodity ed energia, rafforzando la resilienza relativa della regione e il suo appeal in termini di diversificazione nel più ampio universo dei mercati emergenti. La Cina, nonostante il ritardo registrato da inizio anno, ha mostrato resilienza durante le recenti tensioni di mercato e potrebbe ancora partecipare in modo più significativo se le condizioni esterne si stabilizzassero. La divergenza tra le regioni rimane una caratteristica importante della classe di asset e induce a privilegiare un approccio selettivo piuttosto che una visione direzionale di ampio respiro.

Parallelamente, il ciclo di investimenti legato all'IA continua a rappresentare un'importante fonte strutturale di sostegno. I recenti risultati delle principali società tecnologiche suggeriscono che la domanda legata ai semiconduttori, alle infrastrutture e agli investimenti digitali rimane solida, nonostante i timori per le interruzioni delle supply chain e le turbolenze geopolitiche.

Nel complesso, è probabile che la volatilità a breve termine persista e che l'andamento del mercato continui a essere influenzato da improvvisi sviluppi geopolitici. Tuttavia, se le tensioni dovessero stabilizzarsi nuovamente, gli asset dei mercati emergenti potrebbero trarne nuovo slancio. In questo contesto, rimane essenziale un approccio diversificato e flessibile, che consenta agli investitori nei mercati emergenti di gestire l'incertezza pur mantenendo un'esposizione alle aree in cui la crescita strutturale e la differenziazione regionale continuano a creare opportunità.

 

Aggiornamento del posizionamento

A livello regionale, abbiamo rivisto al rialzo la Corea da neutrale a sovrappeso; il paese combina infatti una forte esposizione al ciclo dei semiconduttori con un punto di ingresso più interessante dopo che una brusca correzione ha riportato le valutazioni e il sentiment a livelli più realistici. Anche Taiwan è stata rivista al rialzo da neutrale a sovrappeso, alla luce del suo ruolo centrale nella supply chain globale dell'IA.

Sul fronte dei settori, la tecnologia è stata innalzata da neutrale a sovrappeso, sulla scia della rinnovata convinzione nella crescita strutturale trainata dall'IA e di un punto di ingresso più interessante in seguito al recente consolidamento del mercato. All'interno del settore, sia gli hardware che i semiconduttori sono stati portati da neutrale a sovrappeso. La nostra visione sul settore energetico rimane neutrale, poiché la distensione sul fronte geopolitico e le incerte dinamiche della domanda limitano il potenziale di rialzo, favorendo una riallocazione verso settori con una crescita strutturale più evidente.

 

Regioni

Corea: rivista al rialzo da neutrale a sovrappeso

L'upgrade della Corea è stato effettuato sulla base di considerazioni sia fondamentali che tecniche. Sul fronte dei fondamentali, la Corea offre un'esposizione a beta elevato al ciclo globale dei semiconduttori, che la rende un beneficiario naturale delle migliori prospettive per la domanda legata alla memoria e all'IA. Tuttavia, il percorso che ha portato a questo upgrade è stato volatile. Il mercato era diventato tecnicamente esteso prima dello shock geopolitico. La successiva brusca correzione è stata amplificata dalle prese di profitto e ha determinato un riassetto del posizionamento. L'attuale revisione al rialzo riflette quindi un punto di ingresso più equilibrato: le valutazioni sono meno elevate, il sentiment si è normalizzato e la dinamica degli utili rimane intatta. Si tratta, in sostanza, di un ritorno all'investimento dopo una correzione necessaria. Infine, abbiamo anche ridotto le posizioni su titoli in forte rialzo, ponendo l'accento sulla gestione del rischio.

 

Taiwan: rivista al rialzo da neutrale a sovrappeso

L'upgrade di Taiwan segue una logica simile, ma è ancora più direttamente connesso alla leadership strutturale nei semiconduttori. Poiché TSMC ha sede in questo paese, il relativo mercato si trova al centro della supply chain globale dell'IA.

Questo upgrade denota un nostro costante ottimismo sugli utili forward. Allo stesso tempo, la decisione di ridurre i titoli in forte rialzo indica la consapevolezza delle attuali valutazioni elevate. Pertanto, manteniamo un'esposizione core ai vincitori strutturali, gestendo al contempo attivamente il rischio di concentrazione.

 

Settori

Tecnologia: rivista al rialzo da neutrale a sovrappeso

L'upgrade a livello settoriale segnala una rinnovata convinzione nella tecnologia come principale motore della crescita degli utili nei mercati emergenti. La decisione segue un periodo di consolidamento, durante il quale il posizionamento era stato ridotto alla luce delle elevate valutazioni e della maggiore incertezza geopolitica.

Due sono le ragioni alla base della decisione. In primo luogo, il contesto strutturale rimane solido: l'IA continua infatti a trainare un ciclo di investimenti su ampia scala che abbraccia hardware, infrastrutture e applicazioni. In secondo luogo, la recente correzione, accentuata dal sentiment di avversione al rischio correlato alla guerra, ha offerto un punto di rientro più interessante.

Di conseguenza, abbiamo portato gli hardware da neutrale a sovrappeso. La revisione degli hardware denota una maggiore visibilità lungo la supply chain, in particolare man mano che la domanda legata alle infrastrutture di IA continua a crescere. I titoli degli hardware sono i beneficiari diretti dei cicli di investimento in data center e calcolo ad alte prestazioni, dove i portafogli ordini rimangono robusti. Anche i semiconduttori sono stati rivisti da neutrale a sovrappeso. Il segmento è sempre più sostenuto dalla domanda secolare proveniente dall'IA, dalla ripresa della memoria e dalla migrazione verso nodi avanzati. Detto questo, la tempistica è delicata. Il settore dei semiconduttori ha già registrato solide performance e le aspettative sono elevate. L'upgrade riflette quindi una visione lungimirante, puntando su un momentum degli utili che dovrebbe proseguire nei prossimi trimestri piuttosto che inseguire un rialzo a breve termine.

 

Energia: confermata a neutrale

La decisione di mantenere l'energia a neutrale, tagliando al contempo l'esposizione, è coerente con una posizione cauta nei confronti di un settore molto influenzato dalla geopolitica. Sebbene il recente conflitto abbia inizialmente sospinto i prezzi del petrolio, i segnali emergenti di distensione riducono la probabilità di un rialzo sostenuto. Allo stesso tempo, gli elevati prezzi energetici sollevano rischi inflazionistici, che potrebbero in ultima analisi pesare sulla domanda globale e sulla flessibilità della politica economica. In questo contesto, la mancanza di un chiaro catalizzatore direzionale giustifica un rating neutrale. Stiamo riallocando il capitale verso settori con una maggiore visibilità strutturale e profili di rischio/rendimento più convincenti.

 

[1] Fonte: Refinitiv, Bloomberg, al 10 aprile 2026.
[2] Fonte: Refinitiv, Bloomberg, al 10 aprile 2026.
[3] Fonte: Refinitiv, Bloomberg, al 13 aprile 2026.
[4] Fonte: Refinitiv, Bloomberg, al 13 aprile 2026.

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